Questi sono i video più belli della settimana

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Claudia Maddaluno · 1 anno fa · Music

EX – OTAGO – Questa notte

Questo video racconta una quotidianità disarmante, ma è così bello che mi spezza il cuore.

“Tu sei come una foresta per me
ma io sono solo un albero vicino a te
una frittata, una meraviglia
ma io son solo un albero vicino a te.”

Motta – Chissà dove sarai

Non avevo ancora mai scritto di Motta e mi accorgo solo ora che ho sempre sbagliato. Una traccia e un video che restituiscono perfettamente tutta l’ansia di un “Chissà dove sarai”.

Panda Bear – Dolphin

Panda Bear è tornato. Il nuovo album Buoys uscirà l’8 febbraio 2019 e Dolphin ne è la prima anticipazione: sguazziamoci dentro come teneri delfini.

Guè Pequeno –Bling Bling (Oro)

Guè: 1 – Bruno Mars: 0
Versace: Bling Bling
Mango: muto ☹

Free Nationals – Beauty & Essex FT. Unknown Mortal Orchestra & Daniel Caesar)

Beauty & Essex è il primo singolo della band di Anderson .Paak, i Free Nationals che, per l’occasione, hanno chiamato a rapporto Daniel Caesar e gli Unknown Mortal Orchestra. Nel video del brano i colori sono morbidissimi, loro suonano chiusi in buste di plastica e c’è anche un cameo di Anderson .Paak.

LA NIÑA – SANGUE

LA NIÑA è finalmente una donna italiana che fa soul/rap e R&B in italiano,  e che Napoli ce l’ha nel SANGUE.

A$AP Rocky – FUKK SLEEP FT. FKA Twigs

Una coppia vincente, senza dubbio, ma la parte migliore del video per voi maschietti inizia al minuto 2:43 circa.

Galeffi – Mai Natale

Per me, combo della vita: Natale e il mare.

Christine And The Queens – The Walker

Lei mi piace tantissimo, soprattutto in questo video (prodotto da la Blogoteque) in cui è vestita da matador ma in realtà è la cosa più tenera del mondo.

Benny Sings – Passionfruit

Drake, come se lo suonasse Mac DeMarco. Tutto è molto lo-fi, molto storto e molto bello.

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Missy Elliott, la dea del rap

Missy Elliott, la dea del rap

Claudia Maddaluno · 1 anno fa · Music

Lo scorso fine settimana, con un paio di video postati sui social, la dea del rap ha annunciato di essere in studio con il suo produttore di sempre, Timbaland, e che presto tornerà con della nuova musica.

Trascorso il weekend, un’altra fantastica notizia: Missy Elliott è la prima rapper donna nella storia ad essere candidata al Songwriters Hall of Fame, progetto della National Academy of Popular Music (NAPM) che realizzerà a New York un museo dedicato ai più importanti artisti musicali statunitensi.

Il riconoscimento ha un certo peso (anche se per ora è solo una nomination) e dà la misura di quanto Missy Elliott sia stata un tassello importante nella storia del rap. Non solo, il fatto di essere la prima rapper donna ad aver ottenuto tale candidatura ha valore aggiunto per un’artista che ha sempre lottato contro i tabù di genere e a favore di una piena espressione della sessualità femminile.

Lei, Misdemeanor, la donna che sin dall’inizio della sua carriera ha preso tutti i cliché della musica e della moda e li ha sovvertiti, sputando rime a raffica avvolta in un’enorme busta di plastica nera.

Quando è uscito il suo primo singolo, The Rain (Supa Dupa Fly), era il 1997 e c’erano già le Spice Girls che cantavano Wannabe in succinti abitini in latex. Mentre Missy ha esordito con tutta la sua rigogliosa fisicità standosene comoda in una tuta gonfiabile in vernice nera e dietro degli enormi occhialoni.

Quello è stato il suo biglietto da visita che ha preparato la strada all’album di debutto Supa Dupa Fly assieme a Busta Rhymes, Lil Kim, Aaliyah, Timbaland e Da Brat. Un disco avantissimo per quegli anni, già nelle intenzioni della stessa Elliott che in un’intervista a The New Yorker dichiarava “We give our music a futuristic feel. I don’t make music or videos for 1997—I do it for the year 2000”.

Era l’anno degli omicidi di Tupac e Notorious B.I.G. e Missy Elliott non parlava di violenza, droga e tragedie ma invitava piuttosto al divertimento puro e al piacere. Erano anche gli anni in cui l’industria musicale era praticamente comandata dagli uomini e Missy Elliott invece era già a capo della sua GoldMind Inc con cui pubblicò il suo primo album.
Insomma, Missy disegnava la sua strada, in rottura con quanto la musica proponeva in quel momento e, insieme a Timbaland, costruiva un nuovo modo di fare songwriting per l’hip hop, evitando l’abuso di sample e infilando breakbeat come fossero un paio di sneakers.
Nei suoi testi parlava di bisogno di sesso più che d’amore e tutto questo, unito a un’immagine iconica ma fuori dai canoni del tempo, creava un cocktail esplosivo che dava una forte scossa a tutte quelle donne nere che volevano a tutti i costi sembrare bianche.

Era chiaro a tutti che la Elliott avrebbe spaccato di brutto tanto che a un certo punto Whitney Houston, Janet Jackson e la stessa Mel B la vollero a produrre e remixare loro lavori.

Nell’album che seguì Supa Dupa Fly, Da Real World, Missy portò nomi come Beyoncé, Eminem e Big Boi degli Outkast e sfornò pezzi come All N My Grill e Hot Boyz. Che non so a voi, ma a me riportano davanti agli occhi l’adolescenza.

Siamo all’inizio del nuovo millennio e Missy Elliott pubblica ancora un altro album: Miss E… So Addictive che inizia con un’umile premessa “some shit that you never heard before” e con il funk di Dog In Heat.
C’è il soul, ci sono le strofe-terminator e sintetizzatori che spingono come macchine da guerra e c’è il delizioso R&B di Missy che ormai si muove per le stanze del suo vastissimo regno senza rivali di sorta: un’altra come lei non c’è (e probabilmente non ci sarà mai).

Il quarto album Under Construction conferma la sua assoluta originalità nel panorama dei primi duemila: con quei costumi futuristici, il marchio di fabbrica di Timbaland e delle sue frenetiche produzioni, gli aperti richiami all’old-school fanno di Missy non solo un fenomeno pop, ma anche un’artista da non sottovalutare per gli amanti del rap.
Di quel disco mi basterà citare Work It per farvi capire di cosa sto parlando.

Video dell’anno, singolo dell’anno.

Gli anni passano e Missy è inarrestabile: partecipa a vari film, crea in collaborazione con il marchio Adidas Respect M.E. una linea d’abbigliamento ispirata al mondo hip-hop e pubblica altri quattro album compreso un Greatest Hits (This Is Not A Test, The Cookbook e, l’ultimo del 2011, Block Party).

Poi d’un botto si è passati dai dischi di platino al silenzio.

Certo è che lei non ha mai smesso di suonare nelle nostre auto, alle nostre feste, nelle nostre camerette. E poi c’è tutta una nuova generazione di fan di Missy, una nuova generazione donne che negli ultimi anni si sono fatte avanti prepotentemente nella scena R&B e Hip Hop e che guardano Missy come a un nume tutelare (una su tutte, SZA che sogna di poter collaborare con lei).

Ora che del suo ritorno abbiamo conferma non ci basta più neppure quell’assaggio datoci a inizio anno nel feat. con Busta Rhymes e Kelly Rowland per Get It.
Abbiamo bisogno di un album, abbiamo bisogno che Missy ritorni a infrangere regole e che chiami a raccolta le varie Solange, Beyoncé, SZA, Cardi B, Kehlani, Jorja Smith, Syd per un nuovo fottuto progetto rosa e R&B.

Is it worth it?
Yes, Missy. Ne vale assolutamente la pena.

Missy Elliott, la dea del rap
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Questi sono i video più belli della settimana

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Claudia Maddaluno · 1 anno fa · Music

Yaeji – One More 

Abbiamo un free pass per ballare una notte intera nell’appartamento di Yaeji e questo brano etereo non ci aiuta a capire se stiamo sognando oppure è per davvero.

Beach House  – Pay No Mind

Il video di Pay No Mind diretto da Michael Hirsch è un emozionante reportage di tre anni di tour dei Beach House. Non vi nascondo di aver sperato fino all’ultimo secondo di vedermi in mezzo alla folla.

Mick Jenkins – Reginald (Feat. Ben Hixon)

Mick Jenkins è uno dei nomi più caldi dell’anno. L’artista di base a Chicago ha rilasciato un nuovo video per la traccia Reginald in feat. con Ben Hixon che è una divertente parodia dei polizieschi americani.

Helado Negro – Please Won’t Please 

Provateci a non innamorarvene.

Róisín Murphy – The Rumble

Video e brano perfetti per farci scivolare nel weekend.

Young Lean – friday the 13th

Young Lean pubblica un altro video dall’ultimo album Poison Ivy: la clip per il brano friday the 13th è in bianco e nero e sembra un film di Ingmar Bergman.

NAS – NASIR – The Film

NASIR – The Film è il cortometraggio di NAS scritto e diretto da Rohan Blair-Mangat con le musiche tratte dall’ultimo album NASIR. Nei sedici minuti della clip NAS ci porta nella sua comunità di Queensbridge con tutte le insidie di natura razziale e politica di una comunità afroamericana degli States.

Parcels – Lightenup (Colors Show) 

Scusate, ma ho visto il nuovo George Harrison.

Ivy Sole – How High

Se non l’hai già fatto, segnati il suo nome da qualche parte (anche sulla lavagnetta del frigo va bene): lei si chiama Taylor McLendon, aka Ivy Sole e fa dell’ottimo R&B. E poi ci porta al mare in inverno.

Mahalia & Kojey Radical – One Night Only

Chiudiamo con un’altra donna che spacca: Mahalia che in questo brano si accompagna a Kojey Radical. Lo senti come è leggero il venerdì?

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Claudia Maddaluno · 1 anno fa · Music

Tommy Cash – X-Ray 

Il rapper della scena urban est europea ha annunciato l’uscita del nuovo album “¥€$” per il 30 novembre e pubblicato il video di X-Ray: un’opera d’arte surreale, bizzarra e oltremodo affascinante.

K-Conjog – Same Old Grace 

Francesco Lettieri dirige il nuovo video del producer napoletano K-Conjog, Same Old Grace. Forse è la prima volta che porno e disegnini stanno così bene assieme.

Santii – TSUNAMI (feat. Hanami) 

TSUNAMI (feat. Hanami) è il primo episodio di S02 dei Santii che in questo brano ritornano sulle sonorità felicione degli M+A. Perciò entra e fatti una super dose di colori psichedelici e positività.

Venerus – Sindrome (feat. MACE) 

Segnati sto nome che poi ne riparliamo.

VanJess – Another Lover

L’R&B 90s del duo VanJess ci fa ballare da soli davanti a uno specchio proprio come negli anni 90.

A$AP Rocky – Sundress

A$AP Rocky campiona i Tame Impala nel nuovo brano Sundress e, come nel video, restiamo immobili davanti a una tale perfezione.

Masamasa – Bilancia

Questo brano si chiama Bilancia ma c’entra poco o niente con lo zodiaco. Ha a che fare piuttosto con un altro tipo di ossessione ben più pericolosa e raccontata benissimo dalle parole di Masamasa e dalle riprese di Dario Sbattella.

Salmo – SPARARE ALLA LUNA (feat. Coez)

Salmo incontra Narcos e Coez e succede una cosa bellissima.

The 1975 – Sincerity Is Scary

Amo ogni cosa: i colori pastello, le facce sceme di Matty e la spensieratezza di questo brano.

St. Vincent – Perfect Day (Lou Reed cover)

Non avrei trovato modo migliore per salutarvi e salutare il venerdì.

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Un po’ di artisti da cameretta che dovresti tenere d’occhio

Un po’ di artisti da cameretta che dovresti tenere d’occhio

Claudia Maddaluno · 1 anno fa · Music

Più o meno da un anno a questa parte c’è una nuova generazione di artisti che macina milioni e milioni di visualizzazioni su YouTube, standosene comodamente nella propria cameretta. Sono giovani, creativi, indipendenti, si producono da soli e usano Internet come un mezzo a proprio vantaggio: conoscono infatti perfettamente qual è il modo di uscire dalla loro stanza e raggiungere una cospicua fanbase, pur restando dentro quattro pareti.

Di qui la definizione di “bedroom pop artists” che ci dà la misura di un altro tratto che li accomuna: un genere musicale che si muove tra l’indie, il pop, la psichedelia e che suona in maniera cheap, lo-fi, DiY.

Spotify li ha raccolti in una playlist che in pochi mesi ha raggiunto più di 100.000 followers. Noi te ne mettiamo qualcuno qui sotto.

boy pablo

Il 5 ottobre è uscito il suo nuovo EP, “Soy Pablo”, che segue “Roy Pablo” con cui ha debuttato nel 2017. Stiamo parlando di boy pablo, giovane artista norvegese che ci ha fatti innamorare suonando in mezzo al mare con una felpa rosa confetto e dei pantaloncini neri.

Il suo è un sound che fluttua dolcemente tra il jazz, il surf-rock e il dream-pop, che guarda a Mac DeMarco ma anche a qualcosa di tremendamente nostalgico e anni 80: i synth, i riverberi, gli arrangiamenti lo-fi creano un’atmosfera romantica alla quale difficilmente possiamo resistere.

Cuco

Cuco è uno degli artisti più promettenti di quest’anno (e sicuramente farà il botto nel 2019). Si chiama Omar Banos, è di origini messicane e ha 19 anni ma, nonostante sia giovanissimo, ha già pubblicato tre progetti negli ultimi tre anni: “Wannabewithu, “Songs4u” e l’ultimo EP dal titolo “Chiquito“.

La sua particolarità è senza dubbio quella di scrivere sia in inglese che in spagnolo, mescolando il rap a un sound da cameretta piuttosto cheap ma anche piuttosto sognante.

Di recente ha pubblicato un brano con Clairo, sua coetanea di Boston che, come lui, fa milioni di views standosene comodamente a casa.

Phum Viphurit

Altro nome interessante di questa nuova ondata di indie-pop è Phum Viphurit, giovane songwriter neo-zelandese di base a Bangkok che ha pubblicato nel 2017 il primo album dal titolo “Manchild” da cui è tratto il singolo/video “Long Gone” che oggi conta più di 8 milioni di views su YouTube. Quella che fa la definisce “sunshine music” e noi aggiungiamo che si tratta un neo-soul molto fresco,  impreziosito da chitarre calde e melodie pastose.

Non sappiamo ancora di preciso quando uscirà il suo nuovo album ma dovrebbe arrivare entro l’anno. Notizia delle ultime ore è che potrebbe esserci una collabo tra Phum e il sopracitato boy pablo. Incrociamo le dita.

Yellow Days

Campione di streaming YouTube è Yellow Days, aka George Van Den Broek, di cui ti abbiamo già parlato qui. Nel suo universo sonoro troviamo il nu-soul ma anche il rap, il jazz e l’indie in un mix che versato sulla sua voce calda diventa una pozione magica e pericolosissima. Negli ultimi due anni ha pubblicato “Harmless Melodies” e “Is Everything Okay In Your World?” ma presto arriverà anche qualcosa di nuovo, perché proprio negli ultimi mesi sono usciti i singoli “How Can I Love You?” e “What’s It All For?”

Intanto che aspettiamo, riguardiamoci questo video che è bellissimo.

Puma Blue

Jacob Allen, in arte Puma Blue, viene da Londra e ha 22 anni. Ci piace perché il suo timbro di voce è seducente ma lontanissimo dall’esserne consapevole. Ha esordito l’estate scorsa con l’EP Swum Baby ma ha da poco pubblicato anche un secondo capitolo dal titolo Blood Loss che contiene dell’ipnotico jazz lo-fi al quale è difficile restare indifferenti.

Il suo artista preferito è Jeff Buckley e ora schiacciate play e ditemi se non si sente tutto.

Cosmo Pyke

Cosmo Pyke non è un nome d’arte ma il vero nome di questo giovanotto di 19 anni che viene da Peckham e si dedica, oltre alla musica, anche all’industria fashion e all’arte. Siamo sempre nel mondo incantato del jazz contaminato dal soul i cui numi tutelari sono King Krule e Steve Lacy.

Just Cosmo è uscito nel 2017 e ora aspettiamo di sentirne di più

Clairo

L’abbiamo nominata qualche riga più su, senza dirvi che in realtà è lei la vera regina del cosiddetto “bedroom-pop”. Claire Cottrill, in arte Clairo, ragazzina di Boston che con il video di “Pretty Girl” girato tra le quattro pareti colorate della sua cameretta ha raggiunto milioni e milioni di followers. Complice quel suo viso angelico acqua e sapone e una produzione di bassissime pretese ma al contempo molto affascinante.

Quest’anno è uscito il suo primo EP diary 001, ma noi vogliamo l’album.

Rex Orange County

Non so: vi è mai capitato di sentire alla radio quel soffice ritornello che fa “Loving is Easy / You had me fucked up”? Bene, Era Rex Orange County che lo scorso anno ci ha deliziati con l’album Apricot Princess ed ha affiancato Tyler, The Creator in un brano dall’ultimo Flower Boy.

Aspettiamo tutti le sue prossime mosse.

Gus Dapperton

Capelli biondo platino, occhi come smeraldi. Gus Dapperton ha poco più di vent’anni e viene da New York con un sound molto più maturo della sua età che mescola anni 80 e 90, con una precisa ricercatezza estetica.

All’EP d’esordio del 2017, Yellow And Such, ha fatto seguito You Think You’re a Comic ma il singolo da poco pubblicato “World Class Cinema” ci preannuncia che qualcosa di nuovo sta arrivando.

mxmtoon

mxmtoon è il moniker della diciottenne Maia, songwriter di Oakland che, come si legge dalla sua bio, “scrive musica triste nella sua cameretta e fa video stupidi su YouTube”. Ha pubblicato dal 2017 a oggi 13 singoli tra cui l’ultimo “i feel like cheet”, coniugando R&B, hip-hop e bellezza.

Un po’ di artisti da cameretta che dovresti tenere d’occhio
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