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Freeze Frame, lo stop motion ghiacciato di Soetkin Verstegen

Penso che ormai ve ne siate accorti tutti, noi di Collater.al andiamo pazzi per i cortometraggi in stop motion. Ci piace scovare i lavori più curiosi e originali e scoprire insieme a voi i talenti più capaci. Dietro ogni produzione si cela un processo lungo e complesso che richiede un’attenzione maniacale per i dettagli e i particolari. Chi decide di mettersi alla prova infatti deve avere molta creatività, inventiva e pazienza.
La regista belga Soetkin Verstegen è forse, in questo senso, l’esempio più calzante e ce lo dimostra con il suo ultimo progetto intitolato Freeze Frame.

Freeze Frame è un cortometraggio in bianco e nero ambizioso e originale capace di sfidare tutte le regole dell’animazione in stop motion. Per realizzarlo infatti la sua creatrice ha scelto di utilizzare uno dei materiali più difficili e complessi per un lavoro di questo tipo: il ghiaccio.
In processi lunghi e macchinosi come gli stop motion il ghiaccio rischia in un attimo di sciogliersi e svanire, Soetkin Verstegen però ha deciso di combattere la sua inevitabile natura transitoria e ha realizzato un’opera mai pensata.

Freeze Frame non è solamente un progetto avanguardista e sperimentale, ma è anche un piccolo esempio di metacinema. Questo cortometraggio riflette sulle regole, le teorie e le tecniche degli stop motion, ne analizza il linguaggio e i suoi funzionamenti.

Freeze Frame è un progetto nostalgico, ipnotizzante e incantevole.

 

Articolo di Federica Cimorelli

Freeze Frame, lo stop motion ghiacciato di Soetkin Verstegen
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