Art Torna Una Boccata d’Arte: 20 tappe d’arte in 20 borghi italiani
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Torna Una Boccata d’Arte: 20 tappe d’arte in 20 borghi italiani

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Giorgia Massari

Con l’arrivo dell’estate, torna con la sua quarta edizione Una Boccata d’Arte, un progetto diffuso sul territorio italiano che coinvolge venti borghi e venti artisti italiani e internazionali. Nelle giornate di sabato e domenica (24 e 25 giugno) i piccoli comuni coinvolti – uno per ogni regione – inaugureranno gli interventi artistici realizzati in connessione con il logo ospitante. Gli artisti chiamati da Fondazione Elpis, che da vita al progetto con la collaborazione di Galleria Continua, sono eterogenei per età, per formazione ma anche per pratiche e provenienza.
Così, da Nord a Sud, l’arte contemporanea si inserisce in quei luoghi poco conosciuti, con l’intenzione di sviluppare un rapporto tra la storia, la conformazione del luogo e la pratica creativa di ogni singolo artista, promuovendo al tempo stesso la valorizzazione del patrimonio storico e culturale dei piccoli borghi.

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Le opere potranno essere visitate fino al 24 settembre, creando una vera e propria caccia al tesoro estiva. Ma ora scopriamo i borghi coinvolti quest’anno e gli artisti che hanno lavorato all’unisono con il luogo, scelto sempre con attenzione in base a ogni ricerca.

#1 Emilia-Romagna, Travo

Nel piccolo borgo di Travo, in provincia di Piacenza, verrà presentato il progetto di Raghad Saqfalhait (1996) dal titolo La montagna è ancora in movimento لا يزالُ الجبلُ يتحرّك a cura di Sofia Baldi Pighi.
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#2 Umbria, Toscolano – fraz. di Avigliano Umbro 

In provincia di Terni, nel piccolo borgo di soli 66 abitanti, l’artista Mattia Pajè (1991) presenta il progetto Pila Thinkerwiller a cura di Marco De Ieso.
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#3 Basilicata, Rivello

Il piccolo comune di Rivello (PZ), immerso nella natura e con circa 2.500 abitanti, ospiterà per tutta l’estate Me ne andrei nella roccia della Lieta, il progetto di Arianna Pace (1995) che riflette sul connubio tra selvatico e urbano, a cura di Roberta Mansueto.
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#4 Piemonte, Vermogno – fraz. di Zubiena 

Con circa 120 abitanti, il borgo rurale di Vermogno è caratterizzato da due vie sulle quali affacciano architetture in pietra e mattoni con ballatoi in legno. Qui si inserisce il lavoro di Invernomuto (Simone Bertuzzi, 1983) dal titolo VICTIMULA a cura di Camilla Pinoli per Threes.
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#5 Calabria, Santa Severina 

Mohsen Baghernejad Moghanjooghi (1988) è l’artista ospite nel borgo medievale di Santa Severina (KR), arroccato su un colle. Il progetto d’io, bio è composto da tre opere nelle quali la parola scritta diventa materia. Curato da Vincenzo Costantino per Altrove.
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#6 Liguria, Castelvecchio di Rocca Barbena 

Leonardo Meoni (1994) presenta Se si resta sul posto, un intervento diffuso che indaga il rapporto tra Castelvecchio e il suo silenzio, a cura di Andrea Daffra.
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#7 Friuli-Venezia Giulia, Aquileia 

L’artista Judith Hopf (1969) indaga il rapporto tra contemporaneo e antico in uno dei principali siti archeologici della penisola, Aquileia in provincia di Udine. Il progetto, dal titolo Relation Rests, è a cura di Marta Oliva.
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#8 Veneto, Costozza – fraz. di Longare 

Il frullamento del mare di latte è un’installazione ambientale nella chiesetta di San Michele di Costozza, realizzata dall’artista Diego Perrone (1970) a cura di Giovanni Giacomo Paolin.
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#9 Lombardia, Gardone Riviera

Nella “Città Giardino” che affaccia sulla sponda lombarda del Lago di Garda, l’artista Jacopo Benassi (1970) presenta l’opera SERENATA AGITATA a cura di Edoardo De Cobelli per Threes. L’installazione si compone di dieci bandiere in dialogo con altrettante fotografie in bianco e nero.
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#10 Lazio, Rocca Sinibalda

All’ingresso di Rocca Sinibalda, in provincia di Rieti, l’opera di Laetitia KY (1996) si inserisce la scultura formata da una corda intrecciata e dal titolo Follow the Braid, invitando gli spettatori alla scoperta del borgo in cerca delle fotografie nascoste. Il progetto è a cura di Cecilia Pecorelli.
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#11 Toscana, Fosdinovo 

L’opera di Theodoulos Polyviou (1989) si rifà a una leggenda del piccolo borgo di Fosdinovo in provincia di Massa-Carrara. L’opera si intitola Rosa Mystica ed è a cura di Gabriele Tosi.
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#12 Marche, Petritoli

L’opera sonora e multimediale di Margherita Raso (1991) racchiude una moltitudine di fischi umani, ponendo l’attenzione del visitatore nel Teatro Comunale dell’Iride. L’opera si intitola Eight Types of Whistle ed è a cura di Riccardo Tonti Bandini.
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#13 Molise, Agnone 

Diego Miguel Mirabella (1988) presenta Il buffone, un cantastorie che ha deciso di riposare le sue radici nella piazza del paese di Agnone. Il progetto intreccia poesia e scultura ed è a cura di Michele Tiberio.
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#14 Trentino-Alto Adige, Pieve Tesino

Benjamin Jones (1994) riflette sullo scorrere lento del tempo in relazione al quotidiano con l’installazione diffusa dal titolo To Live Inside a Second a cura di Valerio Panella.
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#15 Sicilia, Pollina 

Ella Littwitz (1982) con Axis Mundi ragiona sulla connessione tra fisico e metafisico, tra fede, geografia e natura. L’opera diventa uno strumento per riflettere sulla letteratura del borgo di Pollina. Curata da Giulia Monroy.
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#16 Abruzzo, Pietracamela

Simone Carraro (1995) con l’opera Sagra della Lucertola, a cura di Andrea Croce, evoca un rito immaginario in forte connessione con il luogo. In questo modo Carraro pone l’attenzione sul passato, fatto di canti, costumi e rituali contadini.
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#17 Sardegna, Belvì

L’opera di Raffaela Naldi Rossano (1990) nasce da una lettera di Antonio Gramsci sul Gongilo, una sorta di serpente con corti arti, protagonista di narrazioni tra scienza e credenza. Il serpente magico si inserisce sulla linea sottile tra realtà e mito. SERPENTINA Per un mūsēum senza tempo è il titolo dell’opera a cura di Emanuela Manca.
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#18 Puglia, Maruggio

L’artista Evita Vasiljeva (1985) realizza Barely invisible cities, un’opera composta da tre portali in corten che fungono da protettori del passato e del futuro di Maruggio. L’intervento è a cura di VOGA Art Project (Flavia Tritto, Bianca Buccioli, Nicola Guastamacchia).
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#19 Campania, Cetara

Serena Vestrucci (1986) inserisce in un contesto marittimo come quello di Cetara, l’opera Abbronzatissimi Pallidissimi composta da pupazzi di neve e a cura di Giulia Pollicita. Gli elementi creano un contrasto con il paesaggio, estraneo a queste forme, invitandoci a riflettere sul valore dell’accoglienza.
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#20 Valle d’Aosta, Fénis 

Stefanie Egedy (1996) realizza l’installazione sonora site-specific BODIES AND SUBWOOFERS (B.A.S.) 8.0: PERMANENZA a cura di Matthew Noble per Threes. L’artista brasiliana ragiona sugli effetti terapeutici del suono a bassa frequenza, come la riduzione dello stress e dell’ansia.
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Scritto da Giorgia Massari
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