“Creep Very”, la collezione Fall/Winter 2021 di UNDERCOVER

“Creep Very”, la collezione Fall/Winter 2021 di UNDERCOVER

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

In occasione della Tokyo Fashion Week, Jun Takahashi ha presentato la collezione Fall/Winter 2021 di UNDERCOVER con una sfilata che ha dato continuità alla lunga serie di riferimenti alla cultura pop, ormai diventati un tratto distintivo del suo brand fondato nel 1993.

Intitolata “Creep Very”, un riferimento alla meravigliosa canzone dei Radiohead “Creep” contenuta in “Pablo Honey” proprio del 1993 e che ha fatto da colonna alla parte femminile della sfilata in una versione ossessiva riarrangiata per l’occasione da Tom York, la collezione è uno specchio sulle emozioni che proviamo in questo periodo di incertezza, incarnato anche dalle espressioni delle modelle e dei modelli che hanno sfilato in passerella.

“Il tema è quello di una persona fragile e debole, ma con un cuore veramente puro. Stavo esprimendo le preoccupazioni e le ansie che gli individui si portano dietro ogni giorno e la speranza di ciò che si trova davanti. Probabilmente non sembra collegarsi direttamente al design dell’abbigliamento, ma volevo mettere il complicato stato emotivo della società in forma fisica. Questo è ciò che ho considerato mentre disegnavo”, ha dichiarato Takahashi a Vogue.

Questo motivo di fragilità e debolezza ma che viene compensato dalla purezza del cuore è espresso anche attraverso la collaborazione con Neon Genesis Evangelion – serie televisiva anime di ventisei episodi del 1995 prodotta dallo studio Gainax e ideata, sceneggiata e diretta da Hideaki Anno. 

Nonostante la serie di base sia la classica storia con protagonisti giovani liceali che guidano grossi robot umanoidi (mecha) – chiamati Unità Evangelion o EVA – contro degli esseri ostili e all’apparenza non terrestri – gli Angeli nella serie – l’anime è caratterizzato dalla presenza di numerosi riferimenti cabalistici, ebraici e biblici, nonché da una profonda introspezione psicologica dei personaggi, rendendolo un punto di riferimento dell’intero mondo dell’animazione giapponese. 
Il protagonista è Shinji Ikari, quattordicenne all’apparenza debole e insicuro ma che, grazie alla purezza di spirito, riuscirà a pilotare l’EVA 01 – il robot a lui destinato – e a guidare la razza umana alla battaglia contro le forze nemiche in un mondo post-apocalittico. 

Leggi anche: La capsule collection dedicata a Neon Genesis Evangelion

I riferimenti all’anime di Hideaki Anno sono evidentissimi, nei piumini, nei parka neri, nei cappotti, nei bomber e nelle giacche caratterizzate dalle stampe che raffigurano i personaggi dell’anime e i loro alter-ego robotici. Spiccano anche i copricapi che riprendono perfettamente le fattezze delle Unità Evangelion. 

Nella collezione FW21 di UNDERCOVER, Jun Takahashi ha in un certo senso voluto compensare le emozioni per lo più negative di questo periodo con dettagli teneri e romantici, facilmente riconoscibili nei capi della collezione femminile. Elementi couture e pezzi casual ispirati alle opere oscure e contorte dell’artista svedese Markus Åkesson, che hanno ispirato molte delle stampe della collezione.

“È una visione del mondo creata per quegli individui nella società di oggi che vivono ogni giorno con continue emozioni contrastanti. È una prospettiva diversa da quella del design dell’abbigliamento, ma sarebbe un onore riuscire a trasmettervi questa idea”.

Qui di seguito tutti i look della sfilata Fall/Winter 2021 di UNDERCOVER.

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @alessandrabook, @antonella_civera, @_gary0104, @sim.raw, @wonmin.9, @lilkotova, @missgherard, @yrubysu, @marco.pasini.photo, @_simonepiaras_.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus

Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Dominik Hollaus è un giovane fotografo e graphic designer di Innsbruck, Austria, che dopo aver studiato e aver lavorato per diversi anni ha messo a punto uno stile tutto personale. 

Nel suo portfolio troviamo fotografie dall’estetica chiara e pulita, in cui il soggetto risalta su tutto. Questa tecnica lo ha portato a collaborare con diversi brand e realtà come Chanel, Pomellato o Tom Ford. 

Noi però siamo stati colpiti in particolar modo da due suoi progetti personali molto simili, Negative Cuts e Strip Portraits. La particolarità di queste due serie fotografiche è che per realizzare Dominik Hollaus è in qualche modo a photoshoppare un’immagine su pellicola. 

Ci spieghiamo meglio: le immagini che fanno parte di questi lavori sono dei veri e propri collage realizzati strisce di negativi fotografici e a volte tagliandoli e incollandoli in ordine differente. Una volta riassembleti tutti i pezzi, il fotografo li rifotografa: il risultato è estremamente moderno ed accattivante. 

Il soggetto, che sia un edificio o un ritratto, rimane riconoscibile, ma la sua forma è frammentata e la prospettiva e le proporzioni completamente distrutte. Solo in questo modo si possono azzardare nuove e innovative interpretazioni. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei suoi lavori, ma per scoprirne di più seguite Dominik Hollaus su Instagram e visitate il suo sito.

Photo credits: Dominik Hollaus

Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus
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Lavinia Cernau fotografa l’essenza dell’estate

Lavinia Cernau fotografa l’essenza dell’estate

Giulia Guido · 3 giorni fa · Photography

È in giorni come questi, in cui le temperature iniziano ad alzarsi e le giornate ad allungarsi, che proviamo una strana nostalgia per l’estate. Un sentimento duplice che si manifesta sia come mancanza delle estati passate, sia come impazienza nell’aspettare quella che sta per cominciare. Poi, ogni volta che finalmente arriva ci sembra strano, ma bastano pochi giorni, giusto un fine settimana al mare, per tornare a sentirsi a proprio agio con le gambe scoperte e con il sole che accarezza la pelle.
In questo periodo, però, in cui anche una gita fuori porta sembra un’impresa colossale, le fotografie di Lavinia Cernau ci vengono in aiuto e curano la nostra nostalgia. 

Lavinia Cernau è una fotografa con base in Transilvania, Romania, e sebbene questa terra offra dei paesaggi unici ai quali la fotografa è molto legata, la fotografia l’ha portata ad esplorare altri luoghi. 

Dalle isole greche alle spiagge spagnole, dal sud della Francia alle coste italiane, Lavinia va là dove l’estate si esprime nel migliore dei modi e con la sua macchina fotografica è sempre pronta a catturarla, a imprimerla per sempre in immagini che potrebbero far parte dell’album delle vacanze di ognuno di noi. 

Non importa in che luogo si trovi, ma elemento fondamentale della produzione artistica della fotografa è la luce, calda e avvolgente. I colori che sprigionano all’alba e al tramonto ricoprono ogni cosa con una patina che trasforma vedute e scorci in luoghi magici.

“Come fotografa sono attratta dal contrasto tra luce e ombra che si crea all’alba o al tramonto – entrambi i miei momenti preferiti per scattare.”

Scorrendo il suo portfolio ci tornano alla mente i profumi dell’estate, il rumore dei pini marittimi scossi dal vento, il sale che rimane sulla pelle, il piacere che si prova bevendo una bevanda ghiacciata, le ore trascorse ad abbronzarsi.

Gli scatti di Lavinia Cernau si distinguono per un’estetica particolare che sembra uscita da film come “Il talento di Mr. Ripley”, dove la vita sembra più bella e più facile solo perché vissuta a due passi da una scogliera che si tuffa nel blu del mare.
In effetti, il mondo del cinema non è lontano dall’immaginario della fotografa che ci ha detto “Credo di pensare a ciò che sto per fotografare come a dei fotogrammi di una pellicola, perché voglio sempre che le mie immagini raccontino qualcosa. Voglio che le persone si commuovano, che si mettano in relazione con una sensazione dentro di loro quando guardano le mie foto.”

Leggi anche: Le foto di Guillaume Gaubert, ricordi di un’estate passata

Lavinia Cernau riesce a racchiudere in un’immagine tutta l’atmosfera dell’estate. Qui sotto potete trovare alcuni dei suoi scatti, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e seguitela su Instagram

Lavinia Cernau fotografa l’essenza dell’estate
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Lavinia Cernau fotografa l’essenza dell’estate
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I ritratti analogici e surreali di Kate Hook

I ritratti analogici e surreali di Kate Hook

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Cinematografici e surreali. Quasi futuristici. Gli scatti di Kate Hook fanno questo effetto, portano lo spettatore in luoghi lontani, non geograficamente, ma nel tempo e nello spazio. La fotografa con base nel sud del Regno Unito ci fa viaggiare con la mente nel tempo e nello spazio. 

Kate Hook ha studiato Art Direction all’University of Arts London, Filmmaking alla Staffordshire Uni e oggi è una fotografa specializzata in fotografia analogica. Allontanandosi da molti colleghi che fanno affidamento soprattutto sulla post produzione e su Photoshop, Kate realizza tutto in macchina e guardando i risultati ottenuti non possiamo che rimanere senza parole. 

Noi la abbiamo fatto qualche domanda e Kate Hook ci ha raccontato come ha cominciato a scattare e qualcosa in più sulla sua tecnica. Non perderti l’intervista qui sotto e seguila su Instagram e sul suo sito.

Raccontaci come ti sei avvicinato alla fotografia. C’è un momento in particolare che ti ricordi?

Non c’è un momento particolare che mi viene in mente, è stata più una sequenza organica di sviluppo di un interesse per la fotografia che è iniziato con una Canon AV-1 che mio padre mi ha dato quando ero un’adolescente, oltre a giocare con le altre fotocamere digitali in casa. Quando avevo circa 14-15 anni mi sono appassionata e verso i 16 anni è diventato abbastanza evidente che avevo un talento per la fotografia. Una cosa che ricordo di quel periodo era qualcuno che mi diceva che stavo scattando foto “sbagliate”, il perché è che a quell’età avevo poca idea di ciò che stavo facendo, dato che non avevo avuto alcun insegnamento o qualcuno che mi mostrasse come usare bene una macchina fotografica. Così ho iniziato a leggere libri su fotocamere e fotografia perché volevo imparare a scattare correttamente e poi farlo “male” di proposito.

Descrivi il tuo stile fotografico. Come sei arrivato a questo punto?

Magico e vivido. Non chiaro o scuro, è luminoso e onirico. Ho passato anni a giocare con vari metodi e tecniche diverse. Quando ero più giovane ero molto attratta dal surrealismo, quindi sento che ha avuto un impatto su di me a livello creativo. Ho sempre creduto che la magia sia reale e che ci sia molto di più nella realtà di quello che ci viene insegnato, così cerco di mostrarlo nel mio lavoro. Dopotutto la realtà è ciò che tu fai con essa. 

Secondo te qual è la cosa da considerare più importante mentre si realizzano dei ritratti fotografici?

Il mood e il messaggio… Se ce n’è uno, dipende un po’ dalla foto. Di solito ci sono un bel po’ di elementi da considerare e che dipendono da set che si sceglie. Per quanto riguarda il modello, bisogna considerare il modo in cui è presentato, la sua espressione, ma anche ciò che indossa. Poi ci sono altri elementi come l’illuminazione e l’attrezzatura. Così come i temi e il simbolismo. Tutto questo è come un’equazione matematica con vari fattori diversi che danno vita alle immagini finali.

Quali attrezzature utilizzi per scattare? Quali strumenti porti con te quando scatti e perché?

Scatto interamente su pellicola e ho iniziato a usare più filtri nel mio lavoro. Le principali fotocamere che uso sono Nikon F100, Fm2 e F3. Recentemente ho ricevuto una Pentax 645N con la quale sono entusiasta di lavorare di più. Di tanto in tanto uso la tecnica del “film soup, ovvero immergo la pellicola di un rullino 35mm in un liquido, questo distorce l’equilibrio chimico della pellicola e provoca alcuni effetti interessanti. Assolutamente nessuno dei miei lavori è photoshoppato, tutto è fatto praticamente nella macchina fotografica. Faccio solo qualche piccolo ritocco prima di caricarlo, tutto qui. Passiamo un sacco di tempo a fissare gli schermi, quindi per me è importante dal punto di vista artistico scattare e creare immagini senza l’ausilio di un computer e di un software di editing. Inoltre scattare su pellicola rende tutto un po’ più reale. 

Ci sono artisti che segui o ai quali ti ispiri?

Pete Turner e Benoit Debbie sono stati le maggiori influenze per me nel corso degli anni. Turner è stato essenzialmente il padrino della fotografia su pellicola a colori e Debbie è un maestro del colore per la cinematografia. 

Continua la frase: per me la fotografia è…

La verità. È tutto lì per una ragione. L’occhio umano non può e forse non vuole vedere tutto. La fotografia può dirci quanto sia impressionante e allo stesso tempo quanto sia bello il mondo.

Kate Hook | Collater.al
Kate Hook | Collater.al

Leggi anche: Gli autoritratti surreali di Alice Milewski

I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
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I ritratti analogici e surreali di Kate Hook
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