Art “Vainglory”: l’ossessiva necessità di esprimersi diventa arte
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“Vainglory”: l’ossessiva necessità di esprimersi diventa arte

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Giulia Guido

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia. I sette vizi capitali vengono riletti in relazione al mondo di oggi, alla contemporaneità e ai social network da Max Magaldi attraverso il suo ultimo lavoro dal titolo theVices.
I sette vizi capitali digitali, infatti, sono il focus di questa indagine dell’artista italiano che è partita con la prima tappa il 4 e il 5 dicembre scorsi dal Teatro Petrella di Longiano.

I visitatori che si sono recati al teatro si sono ritrovati davanti “Vainglory, un’installazione multimediale prodotta da STUDIO STUDIO STUDIO e che affronta un tema – o forse problematica – che caratterizza la nostra società: quell’insopportabile e ossessiva necessità di esprimersi

Ciò che Max Magaldi ha letteralmente messo in scena è stato un ribaltamento di ruoli che è cominciato dal ribaltamento degli spazi del teatro. In platea e nei palchi sono stati installati 150 device, ognuno dei quali diffondeva un contenuto multimediale diverso, e i visitatori sono stati fatti accomodare sul palcoscenico.
Quello che ha preso vita davanti agli occhi dei visitatori è stata un’orchestra di dispositivi digitali, le cui luci e i cui suoni hanno riempito lo spazio del teatro. 

“Vainglory” è solo il primo appuntamento di theVices, che sarà un percorso lungo il quale si analizzeranno comportamenti e tendenze tipiche dell’oggi e diventeranno il pretesto per realizzare opere e installazioni che puntano a far aprire gli occhi agli spettatori. 

“Vainglory”
“Vainglory”
“Vainglory”
“Vainglory”
“Vainglory”
“Vainglory”

PH: Max Magaldi. Vainglory © Roberto Conte 

Artinstallation
Scritto da Giulia Guido
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