Art L’estetica Vaporwave sta tornando?
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L’estetica Vaporwave sta tornando?

Prendiamo in esempio l'arte di Svccy, giovane artista digital che ripropone l'estetica Vaporwave con una variante oscura
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Giorgia Massari
svccy

L’arte digitale è ormai una categoria dell’arte ben radicata. Nell’ultimo anno sono stata a parecchie mostre che l’hanno vista protagonista. Solo un mese fa ero a Parma, per il Festival della creatività contemporanea – Parma 360 – e mi sono accorta di come tutto ruotava intorno al mondo digital, dall’AI alle illustrazioni animate e non. Uno degli artisti che ho avuto il piacere di rivedere è stato Svccy, già nel mio mirino anni fa. Quello che fa questo artista, per altro molto giovane, è interessante in un’ottica contemporanea, in particolare parlando di trend. La sua arte si ispira infatti alla corrente Vaporwave, seppur con una variante un po’ più oscura che riflette sulla condizione dell’essere umano oggi, in un’epoca che vede sempre di più un’ibridazione tra naturale e artificiale e, ancora di più, che si avvia verso un over-consumismo al limite del tollerabile.

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Quando parlo di trend intendo dire che alcuni tratti distintivi di questa corrente, la Vaporwave, che per altro nasce in campo musicale per poi influenzare molte delle arti visive, si ritrovano spesso nelle scelte grafiche ed estetiche della contemporaneità. Colori fluo, i toni viola e blu dei neon anni Ottanta, font pixelati, o ancora un mix tra classicità e mondo digital, tutti elementi che proliferano un po’ ovunque. La nostalgia che questa corrente porta a galla è ben esplicitata dagli ambienti abbandonati, altra caratteristica di questa estetica. Tutto ciò è chiaramente visibile nell’arte di Svccy che riflette su temi quali l’identità, l’autenticità e la libertà illusoria.

Svccy crea figure umane statuarie, prive di volto o celate da oggetti, simboli eloquenti della nostra epoca. Questo approccio rappresenta la mancanza di identità individuale, un tema sempre più rilevante nel nostro mondo iperconnesso e globalizzato. Dunque, se la Vaporwave nasce intorno al 2010, quando ancora eravamo agli albori di questa nuova epoca digitale, oggi, che a volte tutto questo sembra essere più grande di noi, questo immaginario è ancor più calzante. Le figure sembrano quasi sospese nel tempo e nello spazio, intrappolate in una realtà dove l’identità personale è spesso oscurata o sacrificata per conformarsi alle aspettative sociali.

L’origine musicale di questa corrente è ripresa da Svccy nelle sue opere che integrano all’aspetto visivo anche quello sonoro. La musica è perfettamente sincronizzata con le animazioni, amplificando la restituzione al pubblico. Tutto quello che vedo osservando le sue opere è il riflesso di me stessa e, più in generale, di tutta la mia generazione, impegnata in una lotta per mantenere la propria personale individualità a fronte di una società che ci vuole uniformati. L’aspetto ipnotico e inquietante che l’artista trasmette è senza dubbio potente in questo senso, permettendo una fruizione in tensione.

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Scritto da Giorgia Massari
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