Music Vinilica vol. 111 – Ditonellapiaga
Artditonellapiagavinilica

Vinilica vol. 111 – Ditonellapiaga

-
Cristiano Di Capua
Ditonellapiaga | Collater.al

Ditonellapiaga è Margherita Carducci, classe ’97.
Sicuramente si tratta di uno dei nomi più citati nel panorama musicale italiano degli ultimi mesi, soprattutto dalla fine del Festival di Sanremo 2022. Dopo che ha fatto breccia nel cuore del grande pubblico con “Chimica”, pezzo(ne) cantato con Donatella Rettore, non si è fermata un secondo, iniziando un tour che sta riscontrando un grande successo vista anche la partecipazione a numerosi festival su scala nazionale.
La sua musica è un cocktail di mood diversi ma complementari, con una penna che spazia dal romanticismo all’ironia, dal pop alla cassa dritta. A dimostrare quanto appena detto c’è il suo primo album in studio “Camouflage”, che già nel titolo ci fa capire parte della sua essenza artistica in grado di adattarsi e sperimentare, esattamente come ha fatto nella sua vita in bilico tra teatro e musica. Quindi se la fine dell’estate sta minando il tuo livello di dopamina, consigliamo vivamente di partecipare al suo prossimo live show il 2 settembre a Cella Monte (AL) in occasione del festival Jazz:Re:Found.
Per provare a delineare meglio una figura poliedrica e mai banale come la sua, Collater.al le ha chiesto di realizzare una playlist in esclusiva sulla musica che da sempre la influenza anticipata però da qualche domanda.

Ciao Margherita! Nel tuo percorso di studi hai conseguito la laurea al DAMS a indirizzo teatrale. Quanto e in che modo l’influenza di un mondo unico come quello del teatro si fa “sentire” nella tua musica?

Il teatro mi ha regalato tanto, soprattutto se penso all’immaginazione, la capacità di immaginare va allenata come un qualsiasi muscolo del nostro corpo, il teatro ne fa una priorità. Inoltre credo si senta molto nel mio modo di scrivere, sono canzoni scritte per essere interpretate “fisicamente”, mimicamente insomma, e nei concerti prende tutto ancora più senso.

In tantissimi ti hanno conosciuto con la tua cover di “Per un’ora di amore” dei Matia Bazar, delicata e incredibilmente nelle tue corde vista l’interpretazione che le hai dato. Che legame hai con quel pezzo?

L’ho riscoperto in pieno lockdown e l’ho trovato perfetto per il momento storico che stavamo vivendo. Il testo sembrava parlare a nome di tutti, ho voluto renderlo più contemporaneo arrangiandolo in modo più personale. 

Il 12 luglio hai vinto la Targa Tenco per il tuo album Camouflage come Miglior Opera Prima, vale sicuramente come una forte conferma del tuo talento artistico. Ti saresti mai aspettata, nel 2019, di arrivare ad ottenere un premio del genere?

No macché, non me lo sarei aspettato neanche lontanamente. Questo non vuol dire che io non sia orgogliosa o contenta del mio lavoro, anzi, ci sono molto affezionata. Però onestamente non mi aspettavo di ricevere un riconoscimento così importante.

La tua musica è bella perché è varia. Elenca 3 artisti che ti hanno cresciuto musicalmente parlando e che rappresentano ancora oggi un punto fermo per te.

Eh, non saprei da dove partire onestamente. Diciamo che mi piace esplorare tante sonorità e tante attitudini, nel disco ci sono brani reggaeton (Repito) e ballad strappalacrime che strizzano l’occhio all’r’n’b (Come fai, Non ti perdo mai), per non dimenticare i momenti da strobo sotto cassa (Morphina, Prozac). Insomma, ce n’è per tutti i gusti! È difficile sceglierne solo tre ma ci provo: Black Eyed Peas, Hiatus Kaiyote, Rosalia.

Artditonellapiagavinilica
Scritto da Cristiano Di Capua
x
Ascolta su