Vinilica vol. 69 – Cecilia

Vinilica vol. 69 – Cecilia

Emanuele D'Angelo · 2 anni fa · Music

Per innamorarci di lei ci è bastato poco, ci è bastato ascoltare la sua prima canzone. Oggi vi parliamo della debuttante Cecilia, cresciuta in un viaggio senza fine tra il soul e i grandi classici italiani, accompagnata da pianoforte e chitarra. 

Un’artista giovane, molto giovane che il 25 settembre ci ha consegnato il suo EP di debutto intitolato “?”. Un titolo criptico, che dice tutto e niente e la spiegazione dell’artista “è che spesso siamo solo punti interrogativi.”

Tante domande orbitano intorno alle canzoni e alla musica di Cecilia: sono figlie della ricerca, dell’interrogarsi, della curiosità. E tutti questi processi interiori, che sono il germoglio delle parole e delle atmosfere eleganti dei suoi brani, si possono sintetizzare con un simbolo, semplice ma ricco di significati: ?. Orientarsi a proprio agio tra domande e immagini del passato è la chiave delle cinque canzoni dell’EP. In particolare Blu, che nella scaletta del disco riveste un’importanza particolare: il titolo si ispira all’espressione feeling blue usato da chi si sente giù di corda, ma spesso senza saper dare una ragione precisa al proprio stato d’animo. “Ascoltando Blu mi viene in mente uno di quei momenti nei quali ripenso a come sarebbe potuta andare una storia passata e la malinconia che ne consegue”.

? è una domanda, ma noi abbiamo una risposta, anzi una certezza: Cecilia è pronta, super pronta a stupirci. Tutto il sound dell’EP uscito per Futura dischi è avvolto da un’eleganza malinconica, che veste a perfezione tutti momenti di introspezione e di riflessione.
Un album assolutamente da consumare fino all’ultima traccia.

Come sempre, anche per conoscerla meglio, Cecilia ha preparato per Collater.al Mag 60 minuti di musica con tutte le sue influenze, singoli che la accompagnano quotidianamente.

“(2 am) è la playlist che accompagna le notti insonni, quelle pensierose che non passano mai, quelle che hanno bisogno di voci calde e melodie avvolgenti. Chiudi gli occhi, al massimo osserva la nuvola di fumo della tua sigaretta prendere forma nella tua stanza e vai. Lasciati trasportare.”

 Per regalarvi ancora un po’ della sua magia, che in pochi minuti Cecilia è stata capace di regalarci, vi lasciamo il video uscito ieri di uno dei suoi inediti.

Vinilica vol. 69 – Cecilia
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Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli

Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli

Tommaso Berra · 6 ore fa · Art

la fotografia non è mai un calcolo esatto per Carola Blondelli, ma è analisi e accettazione dell’imprevisto. La storia dell’artista con il linguaggio fotografico è iniziata proprio così, come una scoperta inaspettata, diventata fin dall’inizio indispensabile grazie agli incontri e ai rapporti con le persone, che proprio grazie all’obiettivo diventavano sempre più chiari, completi e profondi.
Le connessioni e l’entusiasmo per passioni comuni hanno fatto in modo che si creasse sinergia, che ha portato alla nascita di nuovi progetti.

È quindi indispensabile per me che l’osservatore non accolga la visione dell’immagine unicamente come esteticamente bella, ma che sia in grado di riceverne la parte emotiva.” Dice Carola Blondelli descrivendo il suo lavoro.
La fotografa ricerca proprio questo con i suoi scatti, ovvero un momento di stop in cui guardare nella direzione opposta rispetto a quella dello sguardo, ovvero dentro di sé, in un processo che richiede più coraggio ma in grado di mettere alla prova la sensibilità di chi guarda. Attraverso il corpo della donna, soggetto ricorrente degli scatti, Blondelli riesce a esprimere un messaggio di intimità e delicatezza, lasciando spazio a chi guarda di cogliere l’autenticità e il realismo della scena.

È possibile sostenere la pubblicazione di un volume dedicato al lavoro della fotografa Carola Blondelli attraverso la raccolta fondi lanciata da SelfSelf, clicca qui per scoprire come aiutare a realizzare questo progetto fotografico.

Carola Blondelli | Collater.al
Carola Blondelli | Collater.al
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Carola Blondelli | Collater.al
Carola Blondelli | Collater.al
Carola Blondelli | Collater.al
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Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli
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Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli
Lo “sguardo intimo” di Carola Blondelli
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Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith

Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Art

Appaiono come uno scherzo le opere di Adam Parker Smith, un nuovo capitolo di quel gioco che ha da secoli spinto gli artisti a dissacrare i simboli della tradizione pittorica e scultorea.
L’artista americano realizza le sue opere utilizzando differenti materiali e adottando metodi diversi in base allo scopo, da solo o coinvolgendo altri nelle creazioni, i soggetti delle sue opere sono spesso estratti dalle sue paure, desideri, ossessioni, cotte e gelosie.

Uno dei lavori più interessanti tra quelli firmati da Adam Parker Smith è appunto la serie nella quale l’artista “chiude” in 1 metro cubo di marmo di Carrara alcune delle statue più famose della storia dell’arte. Il senso è quello di vedere il meglio dell’arte classica rottamato come una vecchia macchina, ridotta a nient’altro che un rifiuto, senza maestosità, altezza e eleganza tipica di queste opere.

La tecnica con cui è riuscito a replicare esattamente i dettagli delle statue elleniche e barocche è il risultato di un lavoro in cui ha partecipato anche il team di ricerca digitale di musei come gli Uffizi. I programmi di modellazione 3D hanno aiutato infatti l’artista a ridurre le opere senza alternarne le proporzioni.
Per le sue sculture Smith ha coinvolto poi intagliatori e robot, stravolgendo non solo nel concetto il significato di opera d’arte come prodotto dell’ingegno dell’uomo.
Tra le opere più famose della storia dell’arte Smith ha scelto tra le altre l’ Apollo del Belvedere , Cupido Trionfante , David del Bernini e Augusto di Prima Porta, per un omaggio che ha sostanza e umorismo stilistico.

Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith
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Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith
Le statue classiche al cubo di Adam Parker Smith
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Questo o quello, intervista ad Icy and Sot

Questo o quello, intervista ad Icy and Sot

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Art

Tra gli ospiti più attesi di Cvtà Street Fest, il festival di street art andato in scena dal 23 al 26 giugno a Civitacampomarano (CB), c’era senza dubbio la coppia di artisti iraniani Icy and Sot.
Il duo è composto dai fratelli Saman Oskouei (1985) e Sasan Oskouei (1991), conosciuti per le loro opere che intervengono sul paesaggio urbano attivando riflessioni sulla condizione umana. I diritti umani, la detenzione, la condizione delle donne e dei migranti, capitalismo e cambiamento climatico, questi alcuni dei temi espressi attraverso installazioni e stencil.

Noi cerchiamo di riflettere i nostri tempi e le nostre esperienze. Per lo più in scultoreo e installativo. Ci piace utilizzare materiali/oggetti diversi, così come opere site specific. Non siamo bravi a descrivere il nostro lavoro, pensiamo che gli spettatori facciano un lavoro migliore perché ognuno può sentire o trarre qualcosa di diverso dall’opera.

Icy and Sot | Collater.al

In un mondo che deve prendere decisioni forti per risolvere questi problemi, Collater.al ha chiesto a Icy and Sot di schierarsi in quello che è utopicamente un mondo in cui sembra sempre ci siano solo due elementi in contrasto tra i quali scegliere. Anche le opere degli artisti sono segni nel paesaggio che in qualche modo definiscono pieni e vuoti, aria e materia, porzioni specifiche di spazio.

QUESTO O QUELLO

  • Mezzogiorno o mezzanotte?
    Mezzanotte
  • Biennale di Venezia o Musei Vaticani?
    Biennale di Venezia
  • Coca Cola o Pepsi?
    Nessuna delle due
  • Easy Rider o Fast and Furious?
    Easy Rider
  • Batman o Spiderman?
    Nessuna delle due
  • Invasione Zombie o invasione aliena?
    Invasione aliena
  • Chiamata o messaggio?
    Chiamata
  • Nostalgia o immaginazione?
    Entrambe
  • Essere mangiati da una tigre o da uno squalo?
    Tigre
  • Urlare o sussurrare?
    Urlare
  • Volare o saper leggere nella mente?
    Volare
  • Pieno o vuoto?
    Pieno
  • NY o LA?
    NY!!
  • 00s o 10s?
    00s
  • Gen Z o Millennials?
    Millennials
  • Instagram o TikTok?
    Instagram
  • Apple o Samsung?
    Apple
  • Bates Motel o Overlook Hotel?
    Bates motel
  • Ferro o pietra?
    Ferro
  • Mozart o Metallica?
    Mozart
Questo o quello, intervista ad Icy and Sot
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Questo o quello, intervista ad Icy and Sot
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Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?

Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Art

Il 16 giugno negli spazi della galleria Contemporary Cluster a Roma è stata presentata la mostra “Displacement“, il progetto espositivo curato da Giacomo Guidi in collaborazione con Ginnika.
Il tema trattato nella mostra è quello del Post Vandalismo, una corrente che permette di definire un nuovo paesaggio artistico urbano, non per forza legato ai writer ma anche a espressioni più astratte e intangibili.
Nell’inaugurazione è emersa subito la sperimentazione tra i media e la cooperazione tra espressioni artistiche lontane che trovano un contatto diretto all’interno dello spazio espositivo, all’interno del quale i visitatori hanno potuto assistere all’evoluzione di un nuovo processo creativo.

Contemporary Cluster | Collater.al
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Contemporary Cluster | Collater.al
Contemporary Cluster | Collater.al
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Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?
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Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?
Come è andata l’inaugurazione di “Displacement” a Roma?
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