Oggi vi portiamo alla scoperta di un artista unico, no non si fa per dire, è davvero così. Vi basterà poco tempo per farvi ammaliare dal sound molto personale di Dario Jacque, classe 1990, guidato dalla passione per jazz, soul ed elettronica e dell’approccio mediterraneo legato alla melodia.
Dario Jacque è l’alter ego del bassista, compositore e producer Dario Giacovelli e il 14 maggio è uscito il suo album d’esordio “Wait, What?!” per Totally Imported. I dieci brani raccontano storie uniche e si fanno portavoce ognuna di un messaggio preciso. Si parte dalla rappresentazione emotiva dell’ansia nei confronti del domani con “Burrone” e “Melancholy Future”, al desiderio di abbattere le logiche e le certezze dell’oggi per andare incontro all’ignoto, come accade in “Quantum Gravity” e “Eteranl Disorder”, fino all’urlo provocatorio di “Vamos Burrito” che vuole farsi portavoce di un messaggio connesso alle disparità sociali e culturali.
“Wait, What?!” è una sintesi dell’evoluzione artistica e del percorso di crescita personale del bassista Dario Giacovelli.

A rendere ancor più speciale il progetto di Dario Jacque sono i feat scelti, capaci di aggiungere un tocco personale all’album, senza però dover scendere a compromessi e senza snaturare ciò che ha creato il giovane artista pugliese.
Da Arya a Emanuele Triglia passando per Marco Apicella e Simone Cesarini, tutti gli ospiti sono riusciti ad impreziosire un album già bello e complesso.
“‘Wait, What?!’ rappresenta una parte di me pura e istintiva, da tempo messa da parte. É la parte più legata alla musica dei ricordi, alla musica della scoperta, all’adolescenza, a quel sentimento che mi ha spinto a fare il musicista tanti anni fa.

Siamo certi che la stavate aspettando. Come ogni Vinilica che si rispetti non può mancare la playlist redatta da Dario Jacque in esclusiva per Collater.al Mag con tutte le sue influenze e i suoi pezzi preferiti o quasi.
“Ciao Collater.al!Quanto è difficile fare una lista di brani a cui sei legato?! Sarà che io sono un po’ matto, sarà che amo cambiare, ma per me ogni momento della giornata ha la sua colonna sonora. Ho scelto ‘solo’ 30 brani che ancora oggi mi regalano emozioni; brani che raccontano storie in cui mi ci sono immerso, in cui ho trovato rifugio nei momenti di bisogno, canzoni che sono ricordi di persone, luoghi, che raccontano il mio percorso, che sono fonte di ispirazione per la mia musica, cibo che alimenta il mio mettermi a servizio per la musica, ogni giorno.”
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