Viva Magenta è il colore pantone del 2023

Viva Magenta è il colore pantone del 2023

Tommaso Berra · 2 mesi fa · Art

Tra i tanti momenti che a dicembre si potrebbero iniziare a descrivere con “è di nuovo quel periodo dell’anno in cui…”, sicuramente è di nuovo quel periodo dell’anno in cui l’azienda autorità dei colori Pantone decide quale sarà la tonalità che influenzerà il prossimo anno, un’iniziativa iniziata per la prima volta nel 2000.
Per il 2023 il colore scelto ha il codice 18-1750 e il suo nome è “Viva Magenta“. Come si può intuire dal nome il colore ricorda quello primario, solo più scuro, Pantone nel suo comunicato lo descrive come “coraggioso e impavido, un colore pulsante la cui esuberanza promuove una celebrazione gioiosa e ottimista. È un colore audace, pieno di spirito e inclusivo di tutti.

Viva Magenta | Collater.al

La Executive Director di pantone ha svelato anche l’origine di Viva Magenta: “In quest’epoca di tecnologia, cerchiamo di trarre ispirazione dalla natura e da ciò che è reale. Il PANTONE 18-1750 Viva Magenta discende dalla famiglia dei rossi e si ispira al rosso della cocciniglia, uno dei coloranti più preziosi appartenenti alla famiglia dei coloranti naturali, nonché uno dei più forti e brillanti che il mondo abbia mai conosciuto.
Radicato nel primordiale, PANTONE 18-1750 Viva Magenta ci riconnette alla materia originaria. Invocando le forze della natura, PANTONE 18-1750 Viva Magenta galvanizza il nostro spirito, aiutandoci a costruire la nostra forza interiore.
Viva Magenta prende così il posto di Very Peri, Pantone del 2022.

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Gli 11 nuovi murales del progetto T.R.U.St

Gli 11 nuovi murales del progetto T.R.U.St

Tommaso Berra · 2 mesi fa · Art

Taranto per la terza edizione ha chiamato a raccolta alcuni importanti street artist, con il compito di regalare alla città nuove opere di arte pubblica e mettere sotto i riflettori la tradizione nella street art della città.
T.R.U.St (Taranto Regeneration Urban and Street) ha coinvolto artisti internazionali, che portano così a trentatrè le opere realizzate dal 2020 in città, per un percorso espositivo che tocca tutti i principali punti della città.

Tra i nomi che hanno messo la tag sui muri di Taranto ci sono Super A e il suo stile cartoon, l’energia dei colori dell’artista spagnola Anna Taratiel, Etsom e la sua rivisitazione di uno dei simboli della città come il delfino. Claudio Morne offre il suo sguardo sentimentale nei confronti di figure di riferimento per la città; Vesod invece ha giocato sul confine tra figurativo e astratto. Tra gli altri nomi anche Aches, e lo studio sul lettering di Joys. Ancora JDL, IOTA, Alessandra Carloni e l’iperrealismo dedicato ai temi del cambiamento climatico di Dadospuntocero.
T.R.U.St è anche quest’anno una delle certezze per scoprire lo stato della street art e la sua capacità di creare un dialogo con il contesto urbano e tutta la comunità che lo vive.

T.R.U.St | Collater.al
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Gli 11 nuovi murales del progetto T.R.U.St
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Gli 11 nuovi murales del progetto T.R.U.St
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La Snow Art dell’artista Simon Beck

La Snow Art dell’artista Simon Beck

Giulia Ficicchia · 2 mesi fa · Art

Chi ha mai detto che anche la neve non possa essere un ottimo mezzo per produrre arte? Non è un folle ad averlo scoperto ma un signore inglese, ingegnere e artista allo stesso tempo, all’anagrafe Simon Beck.

In lui c’è quell’irresistibile voglia di creare qualcosa non appena una buona quantità di neve si posa su un’ampia superficie e così, indossate le sue inseparabili ciaspole, comincia a camminare: basta attendere qualche ora e il gioco è fatto, un gioco principalmente geometrico, che uno come Escher avrebbe di certo apprezzato. Ne produce almeno 30 all’anno di questi disegni, dimostrando di avere un debole per le Alpi, anche quelle italiane.

“Quando hai un un pezzo di carta bianca, ci disegni sopra; perciò disegnare su un manto bianco nevoso mi è sembrata una cosa altrettanto naturale da fare”

così racconta in una delle sue interviste.

Dalla Norvegia alla Svizzera, fino al Canada e la Francia, le opere di Simon Beck hanno caratterizzato paesaggi di messo mondo nella stagione invernale e attirato l’attenzione di brand e sciatori che si sono trovati opere di land art di fianco alle piste. La tecnica è semplice, beck cammina in prima persona sul manto bianco con scarpe chiodate, lasciando il proprio segno fino all’arrivo della prossima nevicata o del sole più caldo.

Aspettando la neve anche quest’inverno, pensate al campo in cui andare a creare la vostra opera ispirata al lavoro di Simon Beck.

Simon Beck - Snow Art
Simon Beck - Snow Art
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Simon Beck - Snow Art
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Simon Beck - Snow Art
Simon Beck - Snow Art
La Snow Art dell'artista Simon Beck
Simon Beck - Snow Art
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La Snow Art dell’artista Simon Beck
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La Snow Art dell’artista Simon Beck
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La yakuza illustrata da Coke Navarro

La yakuza illustrata da Coke Navarro

Tommaso Berra · 2 mesi fa · Art

Il mondo criminale è fonte di ispirazione per opere d’arte, film e prodotti culturali che attirano l’attenzione del pubblico grazie al mistero che aleggia intorno alle storie di malavita ad ogni latitudine.
Ad ispirare il lavoro dell’illustratore spagnolo Coke Navarro è la yakuza, organizzazione criminale giapponese molto codificata anche a livello estetico, con le sua divisione per bande che scorrazzano con moto e macchine sportive, vestiti eleganti o in tuta, che coprono spesso grandi tatuaggi su tutto il corpo, elementi che ritornano nelle opere di Navarro.

Le illustrazioni realizzate da Coke Navarro utilizzano solo il bianco e il nero, per favorire la massima espressività dei personaggi ritratti. Lo stile è ispirato ai fumetti degli anni ’90 e più in generale da tutto il mondo giapponese.
I volti ruvidi di boss e sicari escono dal buio dello sfondo, mentre la luce illumina spade, pistole e le carrozzerie delle auto dentro le quali questi criminali aspettano di entrare in scena.

Coke Navarro | Collater.al
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La yakuza illustrata da Coke Navarro
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La yakuza illustrata da Coke Navarro
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C’è un problema con il copyright delle opere digitali?

C’è un problema con il copyright delle opere digitali?

Tommaso Berra · 1 mese fa · Art

La teoria delle scimmie infinite afferma che una scimmia, davanti a una macchina da scrivere per un tempo lunghissimo, schiacciando casualmente le lettere finirebbe per riscrivere qualsiasi testo e documento esistente, compreso questo articolo, compresa la bibliografia di William Shakespeare o l’intera biblioteca del British Museum, come si immaginò Jorge Luis Borges. Tutte queste opere, inserite magari nella biblioteca di Babele pensata dallo scrittore argentino, non sarebbero tutelate da nessun diritto d’autore, perché scritte da un animale senza nessun intervento umano. Stesso discorso vale se a scriverle sarebbe stato un algoritmo o un’intelligenza artificiale.
Il tema sulla tutela delle opere è tornato in primo piano in questi giorni, dopo la vicenda, riportata da The Verge, della mancata tutela da parte dell’US Copyright Office all’opera “A Recent Entrance to Paradise” di Steven Thaler, o meglio dell’algoritmo Creativity Machine, l’immagine di una “esperienza pre-morte simulata”, come l’ha descritta l’artista.

copyright| Collater.al

L’ufficio per la tutela del diritto d’autore ha infatti respinto la richiesta di copyright per l’opera di Thaler. L’autore non è riuscito a dimostrare di aver contribuito a creare “A Recent Entrance to Paradise“, non garantendo quindi il requisito di “paternità umana” necessario per assegnare una proprietà intellettuale da parte dell’ente statunitense che si occupa di queste questioni.
Il collegamento tra la mente umana e l’idea creativa deve essere anche minimo nella realizzazione di un artwork, nonostante questo nasca e si diffonda in modo digitale, quindi senza un gesto vero e proprio dell’artista se non quello della programmazione di codici. Il requisito umano apre la questione della paternità di opere non solo realizzate da animali, ma anche da algoritmi, sempre più coinvolti nella creazione di installazioni e opere in AI, come la GAN art per esempio.

copyright | Collater.al

Il tema è molto attuale ora che anche artisti abituati a formati tradizionali stanno sperimentandone altri legati a nuovi mercati come quello degli NFT o a nuove dimensioni come il metaverso.
Le opere in Intelligenza Artificiale tuttavia possono essere tutelate, non stanziano in una zona grigia del mercato dell’arte, bisogna dimostrare che l’autore abbia interferito nella realizzazione con il potere di determinarne la forma finale, ciò che non ha fatto Steven Thaler, che provocatoriamente aveva l’obiettivo di dimostrare che le opere create da macchine dovevano ricevere protezione.
Per quanto riguarda gli NFT per esempio, la legge consente loro di essere posseduti e venduti come gli altri beni immateriali, ma allo stesso modo è necessaria la paternità umana, requisito che rende quel mercato un terreno sul quale procedere prudentemente nella scelta delle opere da acquistare.
Quindi se domani doveste incontrare uno scimpanzé che, per strada insieme a un gorilla, provasse a vendervi un nuovo manoscritto, potrebbe quasi certamente essere una truffa.

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