In un momento in cui parte dell’umanità ha rinchiuso se stessa e ha rinunciato al movimento, la natura è avanzata e ha occupato gli spazi che abbiamo abbandonato. E lo ha fatto al suo ritmo, secondo il suo ciclo biologico. Possiamo dunque espandere la nostra empatia, e applicarla ad altre specie? Cominciamo usando l’arte e la musica, cominciamo con l’invitare la natura in una grande sala da concerto».
Queste sono le parole di Eugenio Ampudia, ideatore di “Concert for the Biocene“, che ha fatto esibire un quartetto d’archi davanti a più di duemila piante al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, in Spagna.
In prima fila a teatro c’erano i ficus, potos e decine di altre piante verdi. Né guanti né mascherine, ma soltanto foglie e radici pronte a godersi un concerto tutto per loro.
Il concerto vuole inviarci un messaggio chiaro, un invito a riflettere sullo stato attuale della condizione umana e sul modo in cui siamo diventati all’improvviso “un pubblico privato della possibilità di essere un pubblico“.
L’opera servirà a ripensare a quanto accaduto durante questi mesi, ricordando che nel momento in cui siamo rimasti in casa, la natura si è fatta avanti per riprendere ciò che è stato da sempre suo.
Per il famoso teatro Liceu si tratta del primo concerto dopo i lunghi mesi di stop forzato. Violini, viola e violoncello suoneranno esclusivamente a favore del “regno vegetale“, mentre l’uomo sarà solo spettatore della “sua cronaca sociale“, si legge nella presentazione dell’evento.


