“This work is all about the flesh within the flesh, real life“.
Douglas McDougall è un geografo del volto e della psiche umana. Registra meticolosamente le pareti del volto, le sue fessure e le sue sporgenze con un’attenzione e una tecnica che legano frenologia, psicoanalisi e surrealismo.
Utilizzando carboncino/grafite su carta 300 gr, ritrae i segni dell’esperienza umana con attenzione forense. La follia, l’abbandono, l’esclusione, i ricordi scavano solchi profondi nella bellezza del volto umano, solchi che disegnano una mappa della vita e del dolore.
McDougall ritrae reietti ed emarginati, storie marginali e invisibili, tratteggiando una bellezza struggente e corrotta da cui traspare una profonda empatia con i soggetti. Come si trattasse in realtà di autoritratti di un se profondo e ostile a cui tenta di dare ascolto.














