Art In un edificio abbandonato, Espace Aygo presenta tre personaggi di fantasia
Artdesignexhibition

In un edificio abbandonato, Espace Aygo presenta tre personaggi di fantasia

-
Anna Frattini

Nel cuore di Bruxelles, un edificio abbandonato e solo apparentemente dimenticato, è stato utilizzato da Espace Aygo, un collettivo di artisti e designer che ha dato vita ad Asifose, un centro sperimentale dedicato alla creatività. Asifose è uno spazio aperto a trasformazioni continue che fin dall’inizio è stato concepito come ambiente dinamico e plasmato dalle esigenze di chi lo vive. L’anima del luogo è intrisa della sua storia: due imbarcazioni a grandezza naturale rimangono parte integrante della struttura, mentre dipinti murali e una scenografica rampa in legno ne avvalorano il senso identitario. Al piano terra si trovano una banca dei materiali e un laboratorio di falegnameria, mentre i piani superiori ospitano studi per gli artisti residenti.

Per inaugurare il nuovo spazio, il collettivo ha curato Peeping Through, una mostra che riunisce oltre 30 artisti e designer in un percorso immersivo e che rimarrà aperta fino al 25 aprile. Il progetto espositivo si snoda attraverso una serie di ambienti ispirati a personaggi immaginari: The Mum, The Person Who Seems to Live in the Carpet Room e The Surgeon. A ciascun artista è stato affidato il profilo di un personaggio, con l’obiettivo di creare un oggetto capace di evocarlo, in un certo senso. «Ogni oggetto racconta una storia silenziosa, rivelando tracce della presenza del suo proprietario», spiegano i curatori mentre raccontano il percorso espositivo.

Il percorso inizia con The Mum, una stanza dal sapore folk, dove il legno e le decorazioni dipinte a mano ricreano un’atmosfera domestica accogliente. A seguire, The Person Who Seems to Live in the Carpet Room offre un contrasto netto: lo spazio minimalista, quasi spoglio, è scaldato da un tappeto realizzato a mano e da una selezione di ceramiche. Infine, The Surgeon trasporta il visitatore in una dimensione decisamente più inquietante, tra una sedia da chirurgo dalle molteplici gambe e un lavandino intagliato con denti.

«L’obiettivo della mostra è indagare il potenziale evocativo di arte e design, capaci di trasformarsi in custodi di memoria, desideri e suggestioni», aggiungono i curatori. L’esperienza di Peeping Through non si limita all’osservazione: invita a immergersi negli spazi e a coglierne le sfumature, in un equilibrio sottile tra il tangibile e l’intangibile.

Artdesignexhibition
Scritto da Anna Frattini

Editor's Picks

x
Ascolta su