Art James Ensor ad Anversa: un viaggio personale tra sogni, maschere e luce
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James Ensor ad Anversa: un viaggio personale tra sogni, maschere e luce

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Leila Stabile
Cover | Collater.al

Tra gli itinerari che offre Anversa per scoprire come la figura di James Ensor continua a influenzare la cultura contemporanea, percorriamo quello che ci porterà prima al KMSKA e poi al Plantin Moretus.

Quando sono entrata al KMSKA per visitare I sogni più sfrenati di Ensor. Oltre l’Impressionismo, la prima cosa che mi ha colpito è stata l’energia quasi caotica delle opere di James Ensor. A 75 anni dalla sua morte, Ensor è ancora capace di turbare, affascinare e spingere il visitatore a vedere il mondo con occhi nuovi. E, in qualche modo, Anversa – con la sua storia e il suo fervore artistico – sembra il palcoscenico perfetto per celebrare questo genio inquieto.

Al KMSKA, la mostra non si limita a presentare Ensor come il pittore delle famose maschere grottesche, ma lo pone in un contesto più ampio. Trovarsi davanti a opere come L’entrata di Cristo a Bruxelles accanto a capolavori di Monet, Munch e persino Bosch e Goya, è stato come assistere a un duello artistico. Ensor, con il suo immaginario visionario, non solo sfida questi giganti, ma li affianca con una forza visiva che mi ha lasciato senza fiato. Il KMSKA, con la sua collezione imponente e diversificata, riesce a raccontare un Ensor che va oltre la provocazione, un artista che voleva essere il migliore, e non temeva di competere con i grandi della storia.

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La mostra, con il suo ritmo serrato e la sua curatela precisa, mi ha fatto riflettere su quanto Ensor sia stato un artista senza tempo, capace di anticipare il Modernismo e di sperimentare con temi e tecniche che ancora oggi parlano con forza. Si esce dalla sala con la sensazione di aver attraversato una tempesta visiva e di aver trovato in Ensor un compagno di viaggio irriverente, capace di trasformare i sogni in immagini potenti e disturbanti.

Un allestimento così non lo vedevo da tempo, con percorsi studiati per grandi e piccoli, che riescono a trasformare la visita in un’esperienza davvero immersiva. Le attività interattive per bambini sono curate nei minimi dettagli, tanto che ti fanno venire voglia di tornare bambino per poter esplorare e sognare insieme a loro. Un viaggio nell’arte che, attraverso giochi e sorprese, rende Ensor accessibile e affascinante anche per i più giovani.

Ma la vera sorpresa è arrivata quando ho varcato la soglia del Museum Plantin-Moretus, dove è in corso l’esposizione Ensor alla ricerca della luce. Questa mostra si concentra sul lato meno conosciuto di Ensor, quello dell’incisore. È qui che ho scoperto un Ensor ancora più intimo e sperimentale. Passeggiare tra le sue stampe, disegni preparatori e lastre di rame, è stato come entrare nel suo studio e osservare da vicino il processo creativo di un artista che non ha mai smesso di cercare nuove strade.

Le opere in esposizione mostrano un Ensor che, sebbene affascinato dai grandi maestri come Rembrandt, non si accontenta di replicare. Le sue incisioni, spesso rielaborate e colorate a mano, creano mondi completamente nuovi, pieni di profondità e dettagli inaspettati. Ho passato diversi minuti a osservare stampe su pergamena e raso colorato, che, con i loro strati di colore e texture, sembrano quasi respirare sotto la luce soffusa del museo.

In chiusura, una delle cose che mi ha colpito maggiormente è la cura meticolosa dei dettagli e la scelta dei luoghi per queste mostre. Entrare nella storica stamperia e residenza del Plantin-Moretus, calpestare gli stessi pavimenti che una volta accolsero artisti come Rubens e ritrovarsi circondati dalla biblioteca originale e dal mobilio d’epoca è un’esperienza che evoca una sensazione di mistero. C’è un fascino indescrivibile nel sapere che in questi spazi l’arte ha respirato, evoluto e lasciato tracce, rendendo l’intera visita un viaggio nel tempo.

Scopri tutte le informazioni sulle mostre al KMSKA e al Museum Plantin-Moretus sul sito di VisitFlansders.


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Scritto da Leila Stabile

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