Per raccontare lo spazio fra eleganza e ruvidità al centro della prossima stagione, Levi’s sceglie Dev Hynes, che da sempre lavora per contrasti. Per la nuova campagna Spring/Summer 2026, il brand affida la direzione creativa al musicista, produttore e mente dietro al progetto Blood Orange, trasformando il dialogo tra grunge e preppy in un racconto visivo che parla di tensioni, sovrapposizioni e identità fluide.

Il punto di partenza è il cosiddetto grown-up grunge: un’estetica che prende le silhouette ampie e vissute tipiche dell’immaginario anni Novanta e le mette a confronto con capi dal gusto più pulito e costruito. Hynes interpreta una selezione della collezione SS26 mescolando pezzi iconici in modo volutamente non convenzionale, facendo convivere camicie button-down, pantaloni baggy e capispalla strutturati con hoodie, cardigan e texture dall’anima decisamente più raw. Un gioco di equilibri che riflette perfettamente il suo approccio creativo, da sempre sospeso tra raffinatezza e istinto.

Scattata a Los Angeles insieme alla fotografa e collaboratrice di lunga data Katharina Korbjuhn, la campagna alterna set dal taglio editoriale a momenti più spontanei, quasi rubati. Tra uno scatto in studio e una performance improvvisata al violoncello in un angolo di strada, le immagini restituiscono un senso di intimità e processo, amplificato da video e contenuti conversazionali costruiti attorno agli appunti di stile dello stesso Hynes. Il riferimento musicale non è casuale: l’atmosfera visiva dialoga con Somewhere in Between, brano tratto dal suo ultimo album Essex Honey, rafforzando l’idea di un’identità artistica che vive proprio nello spazio di mezzo.

Più che una semplice campagna, quella di Levi’s sembra una riflessione aperta su come lo stile possa nascere dalla frizione, da combinazioni inaspettate e da una certa dose di imperfezione consapevole. Un invito a indossare i contrasti, a fare in modo che diventino parte di noi.


