A quale graphic designer non è mai capitato di dover assistere a irriproducibili smorfie (sul viso di un potenziale cliente) presentando il preventivo di un logo?
Ecco, non vedo nessun ditino alzato.
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È constatato, fare capire ad un cliente il prezzo dello studio del logo è cosa ardua. Non sanno quanto sudore c’ è dietro. La creatività, l’esperienza, lo stile sono cose che si pagano.
Oltretutto se un logo lo si paga di più, avrà più successo no?
Non sempre. A volte ci sono loghi venduti a prezzi esorbitanti per progetti faraonici, e col tempo, il prezzo pagato risulta proporzionalmente più alto del valore acquisito. Altre, in cui con pochi spiccioli o addirittura gratis ti confezionano (ignari) il logo che diventerà uno dei brands più famosi al mondo.
Di queste “chicchette” si è occupato Norah Reed che ha pubblicato su LogoBlog, una ricerca sul prezzo dei loghi di alcuni brands internazionali.
Guardate e sorridete:
ANZ – M&C Saatchi (2009) | $15,000,000
Pepsi – Arnell Group (2009) | $ 1,000,000
London 2012 Olympics – Wolff Ollins (2007) | £ 400,000
Melbourne Australia – Landor Associates (2009) | $ 240,000
NeXT – Paul Rand (1986) | $100,000
Glasgow 2014 Games – Marque Agency (2010) | £ 95,000
Enron – Paul Rand (1990) | $ 33,000
Nike – Carolyn Davidson (1971) | $ 35
Twitter (Prima Versione) – Simon Oxley (2009) | $10
Google – Ruth Kedar (1999) | Gratis
Visti i risultati, studiate bene il progetto che avete davanti, così saprete quanto fare pagare il prossimo. Oppure fate come loro, Logo Design Guru, che vendono l’ “identity” in un pacchetto di “start up” e dicono di essere dei maghi nel capire i gusti del target. Oltretutto dal loro portfolio emergono pure colossi internazionali.
Sarà il nuovo trend? Noi speriamo di no.
Le facce dei clienti ci mancherebbero.
Thanks to | Manuc
