Che cosa hanno in comune Topolino e un mitra? Un pacchetto di Malboro con l’Happy Meal del McDonald’s? Apple e una cabina telefonica? Apparentemente nulla, ed è proprio su questo che Mike Leavitt ha deciso di realizzare la sua serie di sculture Trash Talking. Si tratta di una serie in cui il confine tra la cultura pop e la critica sociale viene spazzato via con ironia e maestria.
Trash Talking è composta da oltre 100 opere create utilizzando materiali di recupero, come cartone riciclato e pallet esponendo in maniera critica e visivamente impattante le problematiche legate al nostro rapporto con i beni di consumo e il sistema economico. Così nascono pistole di cartone con la scritta Gucci o cestini della spazzatura marchiati adidas o Nike.


La particolarità risiede nel processo creativo: ogni pezzo è fatto a mano dall’artista, senza l’ausilio di strumenti digitali o di assistenti, mantenendo così un approccio personale e artigianale in un’epoca in cui l’automazione è sempre più pervasiva.
Un altro aspetto fondamentale di *Trash Talking* è la connessione con il luogo espositivo originale, una vecchia stazione di servizio trasformata in spazio artistico e culturale, il Mini Mart City Park di Seattle. La scelta del luogo non è casuale: una stazione di servizio, simbolo di consumo di combustibili fossili, diventa il contesto perfetto per un’opera che denuncia proprio lo spreco e la dipendenza da risorse limitate. Questa ambientazione conferisce un ulteriore livello di significato alle opere, che sono progettate per riflettere sui problemi globali e sull’impatto collettivo delle nostre azioni quotidiane.
Non ci rimane che aspettare di vedere dove Mike Leavitt deciderà di portare questo progetto e a quali altri oggetti darà vita.









