Qualche anno fa se qualcuno avesse parlato di turismo spaziale lo avrebbero preso per pazzo. L’idea di andare su un altro pianeta come si va in vacanza al mare o in montagna è sempre stata fantascienza, una cosa vista solo nei film.
Oggi però, seppur ancora lontani dall’obiettivo, quest’idea non è più una cosa irrealizzabile e alcune delle aziende più ricche e visionarie hanno cominciato a investire enormi capitali per permettere a tutti, prima o poi, di trascorrere le ferie sulla Luna o su Marte.
Dopo l’entusiasmo iniziale sono sorte non poche critiche da parte di chi vede in questa missione solo un grande spreco di soldi che potrebbero essere investiti in cause più importanti e urgenti come la salvaguardia dell’ambiente e progetti ecosostenibili. Tra chi è contrario ai viaggi spaziali si è aggiunto Ludo, che ieri ha presentato la sua nuova opera “Space Tourism”.

Il nuovo murale riprende la celebre scena di Viaggio nella Luna di Georges Méliès in cui gli esploratori spaziali con la loro navicella si schiantano sulla Luna cavandole un occhio. In “Space Tourism”, però, lo shuttle che Ludo rappresenta mostra i nomi di tre aziende: Amazon, Virgin e Space X, facendo decadere tutto il romanticismo del film del 1902.
Come sempre, con pochi elementi in bianco e nero e qualche punta di verde fluo, l’artista francese ci invita a riflettere su temi che a volte sembrano così lontani dalla nostra quotidianità, ma che invece hanno dei risvolti sulla vita di tutti noi.


