Nel cuore pulsante di Manhattan, tra il frastuono dei treni e il flusso incessante dei pendolari, si è aperto un varco verso una dimensione alternativa. Si tratta di Abstract Futures, la nuova opera pubblica del collettivo artistico femminista Hilma’s Ghost. È un mosaico in vetro, realizzato in collaborazione con Miotto Mosaic Art Studios, che ricopre una superficie di 55 metri quadrati e installato proprio all’ingresso della linea 7 alla 42nd Street-Grand Central Station.
Fondato nel 2020 da Sharmistha Ray e Dannielle Tegeder, Hilma’s Ghost è un collettivo con sede a Brooklyn che esplora l’intersezione tra arte astratta, spiritualità e femminismo. Il nome rende omaggio a Hilma af Klint, pioniera dell’astrazione spirituale, e riflette l’impegno del duo nel recuperare pratiche esoteriche e simboliche spesso marginalizzate nella storia dell’arte.

Commissionata dal programma MTA Arts & Design, Abstract Futures è una composizione tripartita che guida lo spettatore attraverso un percorso simbolico di trasformazione.
Il primo pannello si chiama The Fool e rappresenta l’archetipo del “Matto”, simbolo di nuovi inizi e potenziale illimitato. Forme angolari in rosso, rosa e arancione evocano l’intuizione creativa e il coraggio di intraprendere un viaggio sconosciuto.
Al centro prende spazio The Wheel of Fortune, caratterizzato da tonalità di verde e marrone che formano un pattern ciclico che richiama il ritmo naturale e la mutevolezza della fortuna. Concentrici cerchi e diamanti ocra simboleggiano il flusso continuo del destino.
Il pannello finale si chiama The World ed è il più grande. Presenta un triangolo blu celeste contrapposto a un piano arancione invertito, rappresentando l’armonia tra ombra e saggezza interiore. Barre orizzontali rosse alludono al seme dei bastoni nei tarocchi, simbolo di rigenerazione e nuova energia.

L’opera mira a offrire ai pendolari un momento di riflessione, trasformando un passaggio quotidiano in un’esperienza spirituale. La densità di immagini, pattern e colori rappresenta la diversità infinita della città, il suo battito vitale.




