Art I blur di Olafur Eliasson invadono le piazze del mondo
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I blur di Olafur Eliasson invadono le piazze del mondo

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Giulia Guido

In un mondo dominato dalla velocità, dalle immagini nitide e dall’immediatezza del consumismo, Olafur Eliasson ci invita a fermarci, respirare e vedere oltre l’apparenza. Con Lifeworld, la sua ultima opera site-specific commissionata da CIRCA, l’artista danese-islandese offre al pubblico un nuovo modo di percepire lo spazio pubblico urbano. 

Dall’1 ottobre – e continuerà fino al 31 dicembre -, sempre alle 20:24, i billboard pubblicitari di Piccadilly Circus a Londra, Times Square a New York, K-Pop Square a Seul e Limes Kurfürstendamm a Berlino, abbandonano le pubblicità e diventano il punto di partenza di una riflessione intima e collettiva. 

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“Lifeworld” appare come una pausa visiva, una sospensione nel flusso continuo di immagini e slogan che invadono la nostra quotidianità urbana. Una macchia sfocata, dai contorni indefiniti e dai colori cangianti, si sostituisce ai messaggi pubblicitari che ci esortano a desiderare, acquistare, muoverci senza sosta. Quella che inizialmente può sembrare un’immagine destabilizzante si rivela un invito sottile: osservare il mondo con nuovi occhi, rallentare, riconnettersi con il proprio spazio interiore.

Questa “sfocatura precisa” – come la definisce lo stesso Eliasson – è il frutto di otto mesi di lavoro in cui l’artista e il suo studio hanno calibrato ogni minimo dettaglio per abbattere le linee dure della città e dissolvere i limiti percettivi. Il risultato è uno “specchio nebuloso” che riflette una realtà più autentica, lontana dalle certezze imposte dai luoghi consacrati al consumo e al lavoro. “Lifeworld” non si limita a presentare un’immagine, ma propone un’esperienza sensoriale e psicologica: uno spazio in cui ci si può liberare dalle aspettative commerciali, per riscoprire un contatto profondo con l’ambiente e, al contempo, con sé stessi.

Olafur Eliasson ha da sempre esplorato il ruolo dell’arte pubblica come strumento di riflessione sociale e individuale. Per lui, riappropriarsi dello spazio pubblico significa restituire alla città il suo potenziale umano e relazionale, rompendo la routine dell’individualismo urbano. In un’epoca in cui la tecnologia domina le nostre vite, “Lifeworld” riesce a scardinare la freddezza dei circuiti digitali con un messaggio profondamente umano.

Questo progetto, commissionato da CIRCA, testimonia l’interesse dell’organizzazione per l’arte pubblica come strumento di riflessione globale, promuovendo l’intersezione tra arte, tecnologia e coinvolgimento sociale. Con proiezioni ogni sera, CIRCA trasforma gli schermi pubblicitari in luoghi di dialogo culturale, sfidando i confini dell’arte convenzionale. L’obiettivo è semplice ma potente: invitare il pubblico a fermarsi, contemplare e riscoprire il valore dello spazio condiviso.

Olafur Eliasson
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Scritto da Giulia Guido

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