Immaginate un mondo senza confini, senza distinzioni. Tutti appartengono a qualsiasi luogo e le uniche regole sono dettate dalla natura. A qualcuno potrà sembrare utopia, per Ana Hell questo rappresenta la sua infanzia.
«Immagino una realtà magica in cui noi, i “figli di nessun luogo”, troviamo il nostro posto nel mondo».
È proprio alla sua educazione non convenzionale avvenuta in una comunità religiosa nomade che la fotografa spagnola si è ispirata per la realizzazione del progetto “Como un Pez” (“Come un pesce”). Attraverso gli scatti, Ana vuole raccontare come il concetto di “casa”, per lei, sia stato fugace e impalpabile, casa era tutti i posti e nessuno allo stesso tempo. Lei stessa ammette che ancora oggi fa fatica a riconoscere un luogo solo come casa.

Ma allora come fa una persona a formarsi? Come prende forma la propria identità? Le risposte a queste domande sono le sue fotografie, che esplorano temi come l’anonimato, l’identità e la complessità delle relazioni umane.
Inserita all’interno di un mondo e di una società che partono dall’identità nazionale per definire una persona, Ana Hell immagina un mondo fantastico in cui gli unici confini possibili sono quelli della natura.









