Photography La zine che ci porta nel cuore del Bronx
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La zine che ci porta nel cuore del Bronx

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Anna Frattini

Diggin’ in the Frames al Bronx Documentary Center non è soltanto una mostra, e nemmeno soltanto un libro: è il punto d’arrivo – e allo stesso tempo un nuovo inizio – di una piattaforma nata come zine indipendente e diventata in poco tempo un vero spazio di comunità. Dal 2022 MyEyeGotLazy racconta la fotografia come gesto collettivo, come scambio, come occasione per uscire dallo schermo e tornare a condividere immagini in modo fisico, intenzionale, autentico.

In mostra fino al 14 dicembre, Diggin’ in the Frames ripercorre questa evoluzione attraverso una selezione di numeri passati, materiali d’archivio, immagini di mostre e collaborazioni che hanno definito l’identità del progetto. È un percorso che parla di crescita organica, di connessioni nate grazie alla carta stampata e di quella creatività condivisa che spesso si perde nel ritmo dei feed digitali.

Ciò che MyEyeGotLazy ha costruito in poco tempo è una comunità allargata di fotografi, emergenti e non, che trovano nello spazio fisico – nelle pubblicazioni a tiratura limitata, sulle pareti delle mostre, negli incontri pubblici – un modo diverso di essere visti e ascoltati. Diggin’ in the Frames mette al centro proprio questo: la fotografia come pratica viva, fatta di gesti, incontri, dialoghi e appartenenze.

Bronx Documentary Center

Questo progetto fondato da Francisco Vasquez e Jean-Andre Antoine oltreoceano rivendica la forza della stampa, della carta, dell’esperienza condivisa. Ogni immagine esposta è un invito a rallentare, a guardare con più attenzione, a riconoscere il valore della dimensione fisica della fotografia. Un ottimo esempio su quello che si può fare con questo formato.

Bronx Documentary Center

La mostra – resa possibile grazie al supporto del New York State Council on the Arts, del NYC Department of Cultural Affairs e di una vasta rete di fondazioni – celebra non solo chi ha contribuito a costruire MyEyeGotLazy, ma anche l’ecosistema che continua a sostenerlo. Perché, come suggerisce il titolo, scavare nei frame significa anche scavare nelle relazioni che rendono possibile un progetto collettivo.

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Scritto da Anna Frattini

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