Charlotte Caron, laureanda alla Scuola di Belle Arti di Rennes, sa dipingere e fin qui niente di nuovo. I suoi lavori più interessanti sono i Portraits, nient’altro che ritratti e qui davvero niente di nuovo. Ma, come potete immaginare, non è tutto qui.

Charlotte fotografa mezzi busti umani, ragazzi e ragazze, e poi dipinge sui suoi scatti e non si limita ad applicare colore in modo casuale e scontato, le sue pennellate cambiano i connotati ai soggetti e lo fanno con una ben precisa intenzione: rendere umano l’animale e animalizzare l’uomo.
Così ci ritroviamo a guardare una ragazza-volpe o una ragazza-scoiattolo che sono allo stesso tempo agghiaccianti e straordinariamente accattivanti. Lo sfondo neutro dà al ritratto una sua classicità immediatamente rotta dalle linee pittoriche che sfuggono ai limiti del quadro, verso l’alto e verso il basso, quasi a voler creare un’altra possibilità, la possibilità di un mondo onirico che oltrepassi la cornice e ribalti la visione.
Quello che stiamo guardando non è più solo un ritratto, è una metamorfosi.











