Per il 2024, il collettivo bolognese CHEAP ha raccolto manifesti da tutto il mondo prendendo una posizione contro la guerra. Un tema che appare inevitabile, vista l’allarmante crescita dei conflitti globali. Negli ultimi quattro anni, le guerre sono aumentate del 40%, raggiungendo 56 conflitti attivi, il numero più alto registrato dalla fine della Seconda guerra mondiale. Questi dati provengono dall’edizione 2024 del Global Peace Index, che misura il livello di pace in 163 paesi considerando sicurezza, conflitti e militarizzazione.

L’invito di CHEAP è chiaro: rifiutare l’immaginario bellico, sabotare la retorica che lo sostiene e mettere in discussione i sistemi che lo legittimano. I 200 manifesti affissi per le strade di Bologna nei primi giorni di settembre trasmettono questo messaggio attraverso un detournement visivo e simbolico. Tra fucili che sparano dollari, carri armati rosa fluo e aquile travestite da colombe, la campagna denuncia la guerra come prodotto del capitale, evidenziandone le radici coloniali ed economiche.

Molte opere riflettono il massacro in corso in Palestina, che secondo CHEAP non è una guerra, ma un genocidio che gran parte dei media si rifiuta di approfondire. I manifesti invocano la pace e la giustizia, proponendo di azzerare la spesa militare per investirla in istruzione e sanità, immaginando società libere dal lutto della guerra.

I poster rimarranno esposti a Bologna per tutto settembre, con una presentazione del progetto al festival di Emergency a Reggio Emilia avvenuta lo scorso 7 settembre, in omaggio al Dottor Gino Strada, che si è sempre dichiarato contro la guerra senza definirsi pacifista.
ph. courtesy Giulia Rosco
