Ci sono voluti cinque anni prima che Thomas Hoepker decidesse di mostrare al mondo una delle immagini più controverse dell’11 settembre. Controverse soprattutto per un pezzo d’opinione scritto da Frank Rich sul New York Times che nel 2006 – quando l’immagine fu finalmente pubblicata in un libro intitolato Watching the World Change: The Stories Behind the Images of 9/11 di David Friend – descrisse le persone come just Americans. Secondo Rich, questa immagine non era altro che il ritratto di una generazione poco incline a reagire a un evento così tragico. Su Slate, qualche giorno dopo, due dei soggetti in foto scrissero alla redazione del magazine facendo notare come il frame di un’immagine non poteva raccontare come si stessero sentendo veramente le persone che vediamo in foto.
Chi era Thomas Hoepker?
Thomas Hoepker, classe 1936, è stato un fotografo e fotoreporter tedesco, noto soprattutto per il suo lavoro con Magnum Photos, di cui divenne membro nel 1989 e presidente dal 2003 al 2006. È conosciuto per i suoi reportage sociali e culturali, nonché per i suoi ritratti e le immagini iconiche, spesso incentrate su questioni politiche e sociali. Ha documentato eventi importanti come la guerra del Vietnam, la guerra fredda e la vita quotidiana nella Germania dell’Est.
A oggi, lo scatto di Hoepker ci fa riflettere – ancora una volta – non solo sull’impatto che hanno gli eventi di quel giorno ma anche sul concetto di memoria e sull’interpretazione che scegliamo di dare alle immagini in occasioni come queste. Nel corso degli anni, questa immagine è stata infatti associata a opere d’arte come la Caduta di Icaro di Pieter Bruegel o La Terrazza a Sainte-Adresse di Claude Monet – entrambe rappresentazioni della vita che scorre anche in momenti tragici. Proprio come accade nello scatto di Hopker. Eterno e potentissimo.
