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Dopo dieci anni dalla sua ultima mostra a Milano, lo scultore messicano Javier Marín torna a sorprendere.
Dal 21 giugno al 9 settembre il MUDEC (Museo delle Culture) ospiterà Corpus, mostra curata da Christian Barragàn. Si tratta di 36 opere realizzate durante tutta la sua carriera, con materiali e tecniche diverse, alcune provenienti dal Messico e altre dall’Italia. Ad esempio, Cabeza Chico Grande, una monumentale scultura fatta in legno, è stata realizzata in Val Gardena con l’aiuto degli artigiani del posto. Marín lavora principalmente con l’argilla, ma recentemente ha iniziato a incorporare legno, bronzo e resina mescolati con materiali come semi, carne secca e tabacco nella sua pratica.
Le sue sculture sono una meditazione sulla condizione dell’uomo. Crea figure umane estremamente dinamiche e maestose, ma allo stesso tempo sofferenti e intensamente emotive. Con incredibile maestria e talento intuitivo, Marín plasma e manipola le forme per indicare la fragilità e il deterioramento del corpo umano e della carne, ed enfatizza il carattere e l’emozione attraverso i dettagli, le superfici strutturate e l’interazione tra luce e ombra. L’imponenza data dalle dimensioni delle opere ha come obiettivo quello di far suscitare forti emozioni nello spettatore.
All’ingresso del museo di via Tortona troverete Reflejo VII, statua di un cavallo in bronzo, e del suo riflesso, di oltre 7 metri d’altezza.
Quale miglior modo per essere accolti?

