Art Dream On Baby, un libro dei ricordi infantili degli artisti
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Dream On Baby, un libro dei ricordi infantili degli artisti

Da Marina Abramović a Jeff Koons, 33 artisti raccontano i loro ricordi infantili che li hanno spinti a fare arte
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Giorgia Massari
dream on baby

Si chiama Dream On Baby il nuovo libro pubblicato dalla casa editrice tedesca Hatje Cantz che ci ha incuriositi fin da subito. Un po’ perché ci parla dell’origine della creatività, da ricercare nell’infanzia, un po’ perché a farlo sono alcuni degli artisti che più ammiriamo, da Marina Abramović fino a Jeff Koons. La curatrice, critica d’arte ed editrice tedesca Gesine Borcherdt raccoglie i ricordi infantili di trentatré artisti di fama internazionale, osservando come l’infanzia non ci lasci mai – nel bene e nel male -, e come questa si rifletta chiaramente nell’arte adulta. Alcune storie sono divertenti, altre dolorose e traumatiche, ma tutte sono in grado di ispirare. «Più l’infanzia è stata incasinata, più si diventa artisti migliori, perché si ha qualcosa con cui lavorare», ha commentato Marina Abramović anticipando l’intero tema del libro. Ma scopriamo qualcosa in più, senza fare troppi spoiler per chi vorrà leggerlo.

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L’infanzia non abbandona mai nessuno

«L’infanzia non abbandona mai nessuno», si legge nella descrizione del libro. «Per molti artisti è stata la molla che li ha spinti a fare arte e lo è ancora oggi. Per Dream On Baby, Gesine Borcherdt ha chiesto a 33 artisti, tra cui Ai Weiwei, Marina Abramović, Lynda Benglis, Vaginal Davis, Marcel Dzama, Mona Hatoum, Jeff Koons, Gregor Schneider e Jordan Wolfson, di raccontare i loro ricordi d’infanzia. Il risultato è un’antologia di storie profondamente personali, a volte tragiche, a volte divertenti, spesso strazianti e sempre sorprendenti. Accompagnato da fotografie e disegni d’infanzia mai visti prima, questo libro getta una nuova luce su ciò che significa fare arte».

Dalla mostra al libro

Tutto nasce dal lavoro della berlinese Borcherdt, che da anni raccoglie diverse storie infantili di artisti contemporanei importantissimi, individuando insieme a loro alcuni momenti cruciali che hanno segnato la loro vocazione artistica. In realtà, prima del libro c’è stata una mostra con lo stesso concept. Siamo nel 2020 alla Haus Mödrath – Räume für Kunst di Kerpen, in Germania e qui inaugurò la mostra collettiva Dream Baby Dream curata da Borcherdt. «La mostra Dream Baby Dream presenta artisti il ​​cui lavoro nasce proprio dal potere immaginativo», si legge sul testo della mostra, ancora sul sito di Gesine Borcherdt. «Tutti dimostrano un forte legame con l’infanzia e la giovinezza, non solo come fonte di ispirazione creativa, ma anche come metafora di conflitti fisici, psicologici e sociali. L’interazione degli artisti crea un’atmosfera in cui i lati oscuri dell’infanzia e della giovinezza assumono forme completamente nuove».

Dream On Baby: Artists and Their Childhood Memories by Gesine Borcherdt. Photo courtesy of Hatje Cantz

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Scritto da Giorgia Massari

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