Le sculture di Ginklet sembrano uscire da un sogno primitivo e colorato, dove la ceramica si fa carne e carattere. Dietro il nome c’è Molly Melican, artista australiana che trasforma l’argilla in piccole presenze animate: vasi con occhi e denti, portacandele che sembrano guardarti, oggetti che oscillano tra ironia e tenerezza.

Ogni pezzo è unico, modellato e dipinto a mano, con smalti lucidi e tinte accese che esaltano forme volutamente imperfette. Le superfici sono ruvide, spesso graffiate, come se i suoi personaggi fossero sopravvissuti a un’era lontana. C’è qualcosa di arcaico e insieme infantile nel suo immaginario, che lei stessa definisce “cavemancore”: un’estetica che riporta la materia al centro, ma sempre con un tocco di leggerezza.
Visualizza questo post su Instagram
Sul suo profilo Instagram, Ginklet mostra il processo dietro ogni creatura, lasciando intravedere la dimensione intima del lavoro manuale. Le sculture nascono come oggetti domestici ma finiscono per diventare piccole presenze affettive, compagni di scrivania o abitanti silenziosi di una mensola.

Il mondo di Ginklet è popolato da figure che fanno sorridere senza essere giocattoli, da colori che sembrano suonare, da argilla che parla con la voce di chi la plasma. Un modo semplice e diretto di ricordare che anche gli oggetti possono avere un’anima.



Leggi anche: La precisione dei movimenti nelle animazioni di Kingsley Harris
