Art La semplicità del vuoto nelle opere di Jon Koko
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La semplicità del vuoto nelle opere di Jon Koko

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Tommaso Berra
Jon Koko | Collater.al

A poco più di vent’anni l’artista Jon Koko ha trascorso qualche mese in India, in questa situazione ha sperimentato in prima persona un senso di solitudine quasi spirituale, che lo ha portato a interessarsi alle filosofie orientali, cambiando i paradigmi della società nella quale era cresciuto.
Le sue prime opere erano ricche di colori forti, ispirati a Rothko e Rauschenberg, poi il suo stile si è evoluto di pari passo con la maturazione di una filosofia di vita basata sull’equilibrio, il silenzio e quel sentimento consolatorio che si prova davanti a uno spazio vuoto ma ordinato.
Le illustrazioni di Jon Koko seguono la via della semplicità del vuoto, inteso come riempimento spirituale, quel concetto giapponese riassunto con il termine Ma.

Negli anni seguenti alla prima visita in India Koko ha viaggiato in Asia, in Giappone in particolare, trovando ispirazioni per i soggetti delle sue opere, che ora descrivono un mondo quotidiano sospeso, in cui i soggetti non accelerano il ritmo della loro vita.
Le tinte tenui e le geometrie di colore utilizzate dall’artista sono lo strumento per completare una seduta di meditazione che ha come tramite l’arte. Le scene rappresentate sono come quei video satisfying con i quali è facile sentirsi completati anche per un secondo, tanto tutt’intorno nulla cambia.

Jon Koko | Collater.al
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Scritto da Tommaso Berra

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