Art A Cremona, le luminarie siciliane di Massimo Bartolini
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A Cremona, le luminarie siciliane di Massimo Bartolini

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Anna Frattini

C’è qualcosa di sospeso nelle installazioni di Massimo Bartolini. E con 100 Giorni, la chiesa sconsacrata di San Carlo a Cremona diventa un luogo in cui la luce non è solo un fatto ottico, ma materia che costruisce immaginari, segni e vuoti. Dal 20 settembre 2025 al 16 gennaio 2026, l’artista toscano trasforma lo spazio in una soglia tra festa e silenzio, tra intimità e collettività.

All’ingresso, una luminaria siciliana spenta si erge come un’architettura dormiente. È uno scheletro geometrico che richiama la tradizione delle feste popolari, ma privato del suo scintillio. La promessa di gioia resta congelata, come se il tempo della celebrazione fosse rimasto sospeso: già passato o ancora da venire.

Al fondo, dietro l’altare, la scena si accende di rosso. Un neon ridona vita a due frasi graffite nei muri del carcere di Cremona: parole nate in isolamento che ora si liberano nello spazio sacro. La luce, che nella luminaria era assente, diventa qui voce e presenza, intima e collettiva allo stesso tempo.

Il progetto si muove quindi su un confine fragile, fatto di contrasti: trasparenza e segreto, libertà e costrizione, promessa e disillusione. È un equilibrio che rispecchia l’intera ricerca di Bartolini, capace di intrecciare scultura, installazione, suono e performance per costruire ambienti che non si osservano soltanto, ma si attraversano con tutti i sensi.

Dalla Biennale di Venezia a Documenta, dalle gallerie internazionali ai contesti più intimi, l’artista continua a interrogare la percezione e il paesaggio. Con 100 Giorni lo fa ridando valore alla luce, non come semplice decorazione, ma come strumento di trasformazione e di racconto.

Courtesy San Carlo Cremona e Massimo Bartolini. Con la collaborazione di MASSIMODECARLO.

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Scritto da Anna Frattini

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