Sandra Lazzarini è una fotografa autodidatta, della quale avevamo precedentemente avuto il piacere di parlare qui, che realizza immagini contraddistinte da atmosfere soft e velatamente sensuali, dal tocco femminile. Le sue donne spesso non hanno un volto ed è anche per questo motivo che affascinano e catturano l’attenzione del pubblico, che viene immediatamente conquistato dalla sua poetica.
Noi di Collater.al abbiamo chiesto a Sandra di raccontarsi brevemente tramite un’intervista, che trovi qui sotto:
Qual è il tuo primo ricordo relativo al mondo della fotografia? E perché l’hai scelta come mezzo espressivo?
Il primo ricordo risale alla mia infanzia, a quando andavo a rovistare nel cassetto delle foto di famiglia. Sepolta sotto centinaia di stampe, c’era una vecchia macchina fotografica analogica di mio padre. Ricordo di averla presa in mano parecchie volte affascinata dai suoi meccanismi, mi piaceva guardare nel mirino e vedere il mondo attraverso “un occhio” nuovo e diverso. Ho scelto di esprimermi attraverso la fotografia, perché è l’unico modo in cui riesco a racchiudere dentro quattro lati un’idea o un’immagine che mi salta in mente.
Qual è l’immagine, tra quelle che hai prodotto, che più ti rappresenta?
Credo che ogni fotografia che realizzo mi rappresenti e che ogni giorno potrei sentirmi rappresentata da una foto diversa. Creando soprattutto autoritratti è tutto molto volubile anche in base all’umore, all’energia che mi attraversa e perché no, anche in relazione alle stagioni. In questo momento la foto che sento rappresentarmi meglio è questa: è un’immagine molto statica, fredda e pesante. Oggi infatti mi sento così.

C’è un fotografo a cui ti ispiri o che ammiri in maniera particolare?
Uno in particolare non esiste, ma ne esistono tanti che amo particolarmente. Per citarne solo alcuni: Francesca Woodman, Guy Bourdin, Antoine D’Agata, Franco Fontana.
Perché hai voluto condividere con noi proprio queste immagini?
Perché queste immagini sono come una porta socchiusa che si apre sul mio personalissimo modo di vedere il mondo che mi circonda.
Che tipo di femminilità vuoi comunicare con le tue immagini?
Quella che (forse) credo di non riuscire a comunicare nella realtà.
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