Art La nuova facciata della Tate Britain realizzata da Chila Burman
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La nuova facciata della Tate Britain realizzata da Chila Burman

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Emanuele D'Angelo

Dopo Alan Kane nel 2017, Monster Chetwynd nel 2018 e Anne Hardy nel 2019, ora per la quarta edizione della Winter Commission è arrivato il turno di Chila Kumari Singh Burman.
Si tratta di un’iniziativa che ogni anno invita un artista differente a creare un’installazione da realizzare sull’intera facciata della Tate Britain di Londra. Inaugurata pochi giorni fa, l’opera di Chila Kumari Singh Burman rimarrà visibile per tutto il periodo delle feste, fino al 31 gennaio.

Il progetto è stato intitolato “Remembering a Brave New World” e mixa elementi della mitologia indù, l’immaginario filmico di Bollywood, il femminismo radicale, l’attivismo politico, la storia coloniale e ricordi d’infanzia dell’artista, come le luminarie di Blackpool o il camioncino dei gelati della sua famiglia.

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Nata a Liverpool nel 1957, Chila Kumari Singh Burman si descrive infatti come una “Punjabi Liverpudlian” a cui piace combinare le sue radici indiane con elementi della cultura popolare.

Le divinità induiste si fondono infatti con la splendida facciata della Tate, si diffondono attraverso le finestre e gli archi, tra cui Lakshmi, la dea della ricchezza e della purezza, e Ganesh, il dio della prosperità.
Le figure religiose giustappongono gli elementi più giocosi, come una tigre a grandezza naturale, un pavone e un paio di labbra.

Nonostante, per ovvie ragioni, il museo sia chiuso, sarà possibile vedere l’installazione di Chila Burman dall’esterno. Se siete in zona passate per la Tate Britain, “Remembering a Brave New World”, con il suo mix caledoscopico di neon e colori vorticosi, è un’installazione da non perdere.

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Scritto da Emanuele D'Angelo

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