Cumuli di spazzatura, nasi rotti, pugni in faccia, dettagli morbosi, creature surreali, sadici disegni sanguinosi conditi con sarcasmo, cinismo e follia punk.
Nessuno è capace di giocare con il lato grottesco della vita con la stessa ironia e visionarietà dell’illustratore americano Travis Millard, la mente che sta dietro alla Fudge Factory Comics.
La sua produzione sterminata comprende sia fanzines autoprodotte che lavori commerciali per committenti del calibro di Burton snowboards, Foundation skateboards, Adidas, oltre che decine di album covers e illustrazioni per bambini.
Il suo lavoro sembra influenzato da cartoonist come Robert Crumb e S. Clay Wilson e dal mondo dei comics underground degli anni ’70 e contemporaneamente dalle graphics degli skate magazines, da Jim Phillips, the Slasher graphic e Rip the Ripper.
Occhi che schizzano, mani che affondano nella carne, volti che si fondono, caricature, pungenti riflessioni disegnate a matita, inchiostro e acrilico. Illustrazioni allucinate ricche di particolari insospettabili.
Travis sventola in alto la sua bandiera freak e lascia correre libera la sua immaginazione, come un pazzo con le chiavi del manicomio.





















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