Vollut, è questo il nome dell’artista che da anni sta facendo sempre più rumore nel mondo dell’arte digitale e che ha catturato l’immaginazione di appassionati e professionisti con il suo stile innovativo e il suo approccio unico all’animazione 3D. Con oltre 12 anni di esperienza nel settore e collaborazioni con aziende come Apple, Microsoft e Nike, Vollut ha saputo fare un passo decisivo nell’esplorare il confine tra l’arte e la tecnologia e la sua ultima mostra Safe Distance non ha solo segnato un’importante tappa della sua carriera, ma ha ridefinito l’arte digitale come esperienza immersiva e dinamica.

Lenar Singatullov, meglio conosciuto come Vollut, è un artista autodidatta che ha iniziato a esplorare l’arte digitale all’età di 14 anni. La sua curiosità lo ha spinto a combinare la sua passione per l’arte visiva con l’amore per la musica, creando opere che sono un incrocio tra animazione 3D e narrazione musicale. L’influenza della cultura pop, l’uso della tecnologia avanzata e la sperimentazione con il movimento hanno definito il suo stile visivo, che lui stesso descrive come spherealism. Questo termine unisce il concetto di forme sferiche e la sensazione di un mondo in continuo movimento e cambiamento. I suoi lavori non sono mai fermi, ma sono cicli narrativi che si ripetono, come piccoli mondi digitali intrappolati in loop.
Nel corso degli anni, Vollut ha sviluppato un linguaggio artistico che gioca con la profondità, la composizione e il colore, ispirandosi al neo-impressionismo e ai maestri della pittura che esploravano la luce. Ma ciò che lo distingue è la capacità di trasferire queste tecniche tradizionali in un contesto digitale, dando vita a mondi animati che sembrano sfidare le leggi della fisica e della percezione. Le sue creazioni, infatti, utilizzano particelle universali come elementi di base per costruire oggetti che si muovono, cambiano forma e si trasformano. Ogni opera diventa una danza di luci e colori, una metafora visiva della realtà che ci circonda.


Quest’anno la mostra Safe Distance, presentata prima a Parigi e poi a Londra, rappresenta un momento fondamentale nella carriera di Vollut. Per la prima volta, l’artista ha avuto il controllo totale del mezzo attraverso cui il pubblico percepisce la sua arte. La mostra ha occupato la facciata di un edificio di tre piani e 63 metri di schermi all’interno della galleria, creando un’esperienza immersiva senza precedenti. L’avatar digitale di Vollut è il protagonista di questa esposizione, navigando attraverso paesaggi visivi che combinano emozioni, simbolismi e riflessioni sul mondo moderno. La mostra si fa portatrice di un messaggio che riflette sul distacco emotivo e fisico che caratterizza la nostra società, ma anche sulla bellezza che può nascere da questo distacco.
Il tema della “distanza sicura” è centrale nell’esposizione, un concetto che Vollut esplora non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo e psicologico. Le sue animazioni, fluide e coinvolgenti, trasportano il visitatore in un viaggio attraverso mondi sconosciuti, dove la percezione dello spazio e del tempo è alterata. L’arte digitale di Vollut non è solo visiva, ma invita alla riflessione sul nostro rapporto con la tecnologia, l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale.

