1
Angel Olsen – All Mirrors
Un album poetico e solenne questo di Angel Olsen che ribolle di imponenza, synth maestosi e violini minacciosi sin dalla prima traccia.
Eppure, in tutta questa veemenza si fa spazio la tenerezza della Olsen, con una voce così lunare e così composta che riesce a tenere tutte le cose al proprio posto, evitando il caos.
All Mirrors è un disco sturm und drang che esplode in toni disperati, deliri orchestrali ed emozioni in bufera, ma dopo averti spostato anche il baricentro, ti restituisce un nuovo equilibrio.
Forse è la stessa Olsen ad averlo trovato, tra primavera e inverno, paradiso e inferno.
2
Sabrina Claudio – Truth Is
“If only I could slice my skin, try to align my fingerprints, I’d know exactly what it is you feel.”
Il secondo album dell’artista R&B Sabrina Claudio ha un’atmosfera molto più scura del precedente No Rain, No Flowers. Lo stile morbido e delicato ne esce affinato e perfezionato, mentre il contenuto lirico ci suggerisce un nuovo approccio alla musica della Claudio: molto più consapevole di se stessa, l’artista affronta tutti i suoi turbamenti e ci racconta le verità più amare della sua storia.
3
Wilco – Ode to Joy
Ode to Joy è un disco che ci mette spalle al muro a riflettere sui disastri del mondo moderno. Non ha praticamente nulla di simile alla gioia, ma è piuttosto una scialuppa di salvataggio per non annegare nelle acque torbide in cui a fatica navighiamo.
C’è conforto ad ascoltare una certa profondità tecnica, a scoprire testi asciutti e messaggi diretti, a rifugiarsi in un porto sicuro di bellezza compositiva fatta di chitarre malinconiche e ballate pacate.
Potrebbe essere questa una via per la felicità.
