55DSL – Beyond Mountains, More Mountains

55DSL – Beyond Mountains, More Mountains

Collater.al Contributors · 12 anni fa · Style

No, non scriverò nessun commento sul corto, se non qualche dato tecnico. No. Beyond Mountains, More Mountains non ha bisogno di molte altre parole, commenti, analisi. Beyond Mountains, More Mountains è un sogno, un viaggio, non solo in senso fisico.

55DSL - Beyond Mountains, More Mountains

Quindi ora vedetevi subito il corto e poi continuate a leggere il post fatto di tanti “no” perché non servono dei  “sì” scritti ad un corto come Beyond Mountains, More Mountains. No, non voglio proprio aggiungere altro perché io l’ho visto senza tanti preamboli e mi è piaciuto molto proprio per questo: non sapevo di cosa parlasse, non avevo letto nulla e il fattore sorpresa è un aspetto da non sottovalutare: non dovevo esserci io a veder quel corto, a fare la successiva chiacchierata, a scrivere questo post.

No, lo ripeto, no. Non vi trascriverò l’intervista-chiacchierata sul comodo divanetto al secondo piano del Diesel Bulding di Milano con Simone Riccioni e Viktorija Pacenko i due ragazzi protagonisti del corto, Andrea Rosso direttore creativo di 55DSL e Jonnie Craig autore del look book della collezione autunno/inverno 2012 di 55DSL. No, non lo farò, vi dirò solo alcune piccole cose interessanti che sono venute fuori e che probabilmente non avete letto negli altri post che parlano di Beyond Mountains, More Mountains.

Eccole: a Jonnie non piace molto la provincia italiana, preferisce Milano. Simone si è imbarazzato tantissimo nella scenda della caduta dalla vespa e la colpa è stata di Viktorija, ma lei dice che la colpa è stata di Simone. Ancora: Andrea era molto convinto di affidare ai Canada la direzione del corto, ma letta “la storia” ha avuto un po’ paura di quello che sarebbe venuto fuori.  Jonnie ha scattato in analogico perché la qualità è migliore, ma soprattutto – dice lui – perché così ha imparato a scattare quindi non ha paura di “sbagliare”. Andrea, suo malgrado, non è andato con loro in giro per l’Italia a girare il corto: 14 giorni serratissimi di lavoro. Simone e Viktorija sono rimasti molto colpiti da Stromboli dove non erano mai stati, e lei anche dal carnevale di Viareggio. Quando Simone ha chiesto ad un abitante di Stromboli se non avesse paura a lasciarli le chiavi della sua “apetta” la risposta lo ha spiazzato: “ho paura quando vado ‘in Italia’, non qui”.

Ah, per quel che può valere il mio parere anche il look book di Jonnie mi è piaciuto molto.

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Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Collater.al Contributors · 2 giorni fa · Photography

Osserviamo i progetti di Lello Muzio già un pò. Prima in occasione dell’edizione di Liquida Photo Fest dell’anno scorso ma anche in occasione di S O S P E S A, un percorso composto da otto immagini di fotografia concettuale. Questa volta parliamo di lui in relazione a ‘Tintilia‘, un altro progetto fotografico che si ispira alla preghiera al vino, «con il quale eliminare gli affanni e cantare in una lingua che va al di là dell’umano». La protagonista è la ballerina Francesca Sara Spallone e questa serie di immagini e un vero e proprio omaggio alla sua terra, il Molise, e «alla sua remissiva e tribale saggezza» come ci dice Lello Muzio attraverso le parole di Antonio Mastrogiorgio.

Tintilia di Lello Muzio sarà in mostra anche nell’edizione di Liquida Photo Fest di quest’anno, dal 3 al 5 maggio a Torino.

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
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La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Nata a San Pietroburgo, è da anni che Kira Gyngazova trascorre il suo tempo tra l’Asia e l’Europa, da Bangkok a Parigi. Questi continui trasferimenti hanno inciso non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua fotografia. Infatti, è proprio quando si è trasferita la prima volta che Kira Gyngazova ha sentito la necessità di comprare una macchina fotografica e iniziare a catturare ciò che la circondava, nuovi volti, nuove strade, nuovi luoghi. 

Con il tempo, Kira ha spostato la sua attenzione sulle persone che vivono le città, cercando di mostrare come a volte la vita in grandi metropoli iper-popolate possa essere solitaria. La stessa Kira Gyngazova, ad ogni nuovo trasferimento, notava come fosse facile vivere in mezzo a milioni di persone e sentirsi comunque soli e come le città si trasformavano in deserti. 

Proprio per questo motivo i suoi scatti raccontano di locali semi vuoti dove ognuno vive in solitaria la propria esistenza, di persone sedute su un autobus o un traghetto con gli sguardi persi nel vuoto, circondati da altrettanti sguardi vuoti e indifferenti. 

Inoltre, la solitudine delle persone sembra avvolgere i luoghi, le stanze spoglie e monocolore, le fermate della metropolitana deserte.

Qui sotto puoi trovare alcuni scatti di Kira Gyngazova, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e il suo profilo Instagram

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
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La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
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Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Federica Cimorelli · 15 ore fa · Photography

Handra Rocha, in arte fotolucida, è una fotografa autodidatta messicana, di Tampico in Tamaulipas. La sua arte si concentra sull’autoritratto come mezzo di analisi, catarsi ed esplorazione interiore.

Disconnect to create from source.

Le sue fotografie, a colori o in bianco e nero, la vedono immersa in paesaggi naturali desolati dove è possibile entrare in profonda connessione con il circostante. Handra Rocha mescola fotografia, make-up, styling e set design e dà vita a immagini creative, equilibrate e sospese nel tempo.

– Leggi anche: I progetti fotografici di nudo artistico di Dawid Imach

Guarda qui una selezione delle sue opere, seguila su Instagram e visita il suo sito personale

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
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Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Anna Frattini · 11 ore fa · Photography

Di intersezioni fra il mondo dell’Intelligenza Artificiale e quello della fotografia ne abbiamo parlato tantissimo nel corso degli ultimi mesi, sopratutto in occasione di Photo Vogue e del contributo di Andrea Baioni nei visual di questo articolo di Laura Tota. Torniamo a riparlarne oggi con l’uscita del libro di Phillip Toledano, Another America – pubblicato da L’Artiere. L’artista parla di surrealismo storico commentando l’uscita di questo progetto, tutto da scoprire in questo progetto, in vendita dal 25 aprile.

Another America di Phillip Toledano è una storia inventata ambientata a New York. Un viaggio negli anni ’40 e re-immaginati attraverso l’AI e i brevissimi racconti di John Kenney – penna che avrete letto sul New Yorker. Questo libro nasce da una riflessione sulla verità e sulla situazione politica americana, il tutto in un paese consumato dalle teorie del complotto. Segue a ruota l’arrivo dell’AI che corrobora questo sentimento ed ecco Toledano, pronto a mettere in discussione anche la fotografia grazie all’aiuto del primo mezzo in grande di rendere tutto vero e niente vero.

«Per me, la cosa affascinante dell’IA è la possibilità di ciò che chiamo surrealismo storico. L’arrivo dell’intelligenza artificiale significa che ogni bugia può ora avere una prova visiva convincente. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto, può esserci una prova visiva» racconta Phillip Toledano.

Credit Phillip Toledano – Another America courtesy of L’Artiere

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