La storia e il successo di Arc’teryx

La storia e il successo di Arc’teryx

Andrea Tuzio · 4 anni fa · Style

In occasione della Paris Fashion Week, è andato in scena lo show di Off-White™, dal titolo “Slightly Off”, che ha presentato la collezione womenswear Fall/Winter 2020. Una certa qual attenzione si è catalizzata sull’ennesima Air Jordan rivisitata da Virgil Abloh, nello specifico parliamo di una Air Jordan IV nella tonalità “Sail”, già esposta alla mostra “Figures of Speech” all’MCA di Chicago.

Ma quello che invece ha destato più clamore è stato vedere in passerella abiti sfarzosi,con ampie gonne, destrutturati, inghiottiti – grazie alla tecnica dello splicing – da giacche tecniche del brand outdoor che più di ogni altro sta scalando la fantomatica vetta dell’high fashion, Arc’teryx.

Le tendenze contemporanee stanno miscelando in modo evidente tutti gli stili legati al mondo della moda (streetwear, gorpcore, workwear, etc.), e quello che ne viene fuori è una contaminazione continua e accelerata, che non pone limiti a ciò che può essere creato.

In quest’ottica, l’outerwear, e di rimando tutto l’abbigliamento tecnico, si impone in modo netto e la sfilata di ieri ne è un esempio empirico.

L’attenzione attorno ad Arc’teryx è deflagrata durante il Future Forum di New York organizzato da Nike ad inizio febbraio, quando Drake e lo stesso Virgil, si sono presentati in front row con due giacche identiche della linea Arc’teryx LEAF

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“in plain sight” JIM JOE 20

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Ma cos’è esattamente Arc’teryx? Da dove arriva? Qual’è la sua storia?
Nel bel mezzo delle montagne canadesi, nel 1989 a North Vancouver nella zona della British Columbia, l’alpinista Dave Lane, non era soddisfatto dei prodotti per l’arrampicata fino ad all’ora in commercio, e decise che era arrivato il momento di produrne di propri. 

Fondò la Rock Solid Manufacturing e iniziò a fabbricare imbracature per il climbing e sacche per contenere la magnesite, fondamentale per arrampicarsi, il tutto all’interno della propria abitazione. Poco tempo dopo decise di avvalersi dell’enorme esperienza dell’amico e collega Jeremy Guard vista la sua enorme conoscenza ed esperienza nell’arrampicata, ed è qui che nacque la leggenda del “Dead Bird”.

Nel 1991 Lane e Guard decisero di cambiare il nome dell’azienda, ispirandosi all’Archaeopteryx, un genere estinto di dinosauro, una forma transitoria tra i dinosauri piumati e i moderni volatili che viene considerato il più antico uccello conosciuto. La scelta cadde su questo esemplare, per riflettere la visione dell’azienda e dei suoi fondatori: creare una dirompete innovazione evolutiva nel campo dell’outdoor, proprio come l’Archaeopteryx, che fece da ponte evolutivo tra i dinosauri piumati terrestri e i primi uccelli. 

Il logo è figlio della mente creativa del grafico Michael Hofler e raffigura “l’esemplare di Berlino”, un fossile scoperto nel 1875 da Jakob Niemeyerl, ad oggi lo scheletro più completo di questo esemplare.

La svolta da un punto di vista produttivo, arrivò quando l’azienda riuscì a ottenere la licenza per utilizzare il GORE-TEX® dalla W.L. Gore & Associates, grazie alla quale implementò un nuova linea, la Arc’teryx LEAF (Law Enforcement & Armed Forces).
Di derivazione militare, alcuni articoli di questa linea vengono tuttora realizzati “imitando” le giacche delle forze armate dalle quali derivano, mentre altri vengono prodotti seguendo pedissequamente le specifiche militari. 

Arc’teryx è inoltre impegnata da anni, in una serie di iniziative per la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e sociali, come la campagna mondiale “nido d’uccello”. Per un intero fine settimana i volontari dell’associazione Globetrotter a Colonia, in Germania, hanno realizzato una serie di mantelle da pioggia, utilizzando avanzi di laminato GORE-TEX® rimasti inutilizzati durante la produzione di giacche nello stabilimento di Vancouver. Le mantelle, impermeabili e antivento, sono state poi distribuite ai senza tetto della città tedesca.

L’impatto e l’enorme successo dell’azienda canadese nel mondo streetwear, e quindi in quello della moda in generale è dovuto principalmente a due ragioni: prima di tutto l’incredibile qualità e la centralità del concetto di performance e in seconda battuta l’accessibilità dei prezzi. Molto probabilmente, quello che abbiamo visto ieri durante la sfilata FW20 womenswear di Off-White™, è soltanto un piccolo pezzo di un asteroide molto più grande, pronto ad impattare sul pianeta dell’high fashion in questo 2020.

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Balenciaga contro il cambiamento climatico

Balenciaga contro il cambiamento climatico

Andrea Tuzio · 4 anni fa · Style

Una denuncia forte, un grido d’allarme che non può restare inascoltato.
Tutto questo e molto altro è andato in scena durante lo show di Balenciaga a Parigi, che ha presentato la collezione Fall 2020 Ready-to-Wear.

Svoltosi in una delle ampie sale de La Cité du Cinéma, nella zona di Saint-Denis, Demna Gvasalia, stilista georgiano e creative director di Balenciaga, ci è andato giù pesante, portando in passerella la drammaticità delle conseguenze, ormai evidenti e incontrovertibili, del cambiamento climatico.

Una sfilata dai toni apocalittici (così come lo era stata la campagna SS20), la passerella completamente allagata, l’acqua che arriva a coprire le prime file della platea costringendo gli ospiti a cercare posto dalla terza fila in su, ovvero su quelle sedute rimaste asciutte dopo l’alluvione controllata; un gigantesco e opprimente schermo sospeso in aria a fare da soffitto, che proietta immagini dedicate alla natura e ai suoi fenomeni, che si riflettono sull’acqua dandoci un senso di occlusione, una gabbia dalla quale è impossibile scappare.

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Set design at Balenciaga FW2020

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Corvi, lava, fiamme e onde di un mare inquieto, una colonna sonora assordante e angosciante a chiudere un allestimento inquietante dove modelle e modelli (professionisti e non) sfilano scalciando un acqua scura e sinistra.

Stereotipi messi da parte e l’ambiguità che confonde. Negli abiti presentati in questa collezione Fall 2020 Ready-to-Wear di Balenciaga c’è il mondo contemporaneo in tutte le sue sfaccettature, in cui diventa necessario ridefinire priorità, scelte e abitudini per non crollare sotto il peso schiacciante di una natura pronta a ribellarsi, anzi che si sta già ribellando.

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COMME des GARÇONS x Nike Air Force 1 Mid

COMME des GARÇONS x Nike Air Force 1 Mid

Andrea Tuzio · 4 anni fa · Style

Continua la collaborazione tra COMME des GARÇONS e Nike.
Avvistate nel fine settimana, durante la sfilata Fall/Winter del brand giapponese fondato da Rei Kawakubo, le nuove COMME des GARÇONS x Nike Air Force 1 Mid si presentano con una tomaia in pelle bianca decostruita, lo Swoosh cucito lungo la parte esterna della scarpa e il ricamo CDG sugli straps delle caviglia.

Per questa nuova collaborazione, i due brand hanno scelto una silhouette iconica, nata nel 1982, la Nike Air Force 1 è tuttora un must che fa parte delle rotation di ogni sneakerhead che si rispetti e non solo.

Non si hanno ancora notizie sulla data di release e sul prezzo ma siamo sicuri che non dovremmo aspettare molto per scoprire tutti i dettagli.

COMME des GARÇONS x Nike Air Force 1 Mid
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ADER error e gli extraterrestri

ADER error e gli extraterrestri

Andrea Tuzio · 4 anni fa · Style

Il brand sudcoreano ADER error ha presentato la Spring/Summer 2020 collection a tema extraterrestre, chiamata “Vader”.
Questa collezione è ispirata all’universo alieno e agli habitat immaginari dei cosiddetti “grigi”, ma il tutto viene immerso nel contesto streetwear, quello in cui ADER error è solito muoversi.

Lisa Boostani

Fondato nel 2014, il brand con sede a Seoul, presenta una serie di item che rispecchiano in modo evidente le proprie radici, funzionalità ed estetica: T-shirt, hoodie oversize, felpe dai colori vivaci che sfoggiano grafiche e palette ispirate al retrogaming e in particolare a uno dei videogiochi più influenti di tutti i tempi, Space Invaders.
Uscito nel 1978 e prodotto in origine dall’azienda giapponese Taito, sancì di fatto l’inizio dell’età dell’oro dei videogiochi arcade che proseguì con Pac-Man e si concluse con l’uscita di Mario Bros all’inizio degli anni ’80.

Lisa Boostani

Per l’occasione, ADER error ha rielaborato i suoi loghi, come “White ADER logo” utilizzato per rappresentare la prospettiva umana, e il “Silver ADER logo” per quella aliena.

Disponibile sul sito ADER error e in alcuni shop selezionati, qui di seguito potete vedere le foto che accompagnano la collezione Spring/Summer 2020 “Vader”.

Lisa Boostani
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Le New Balance x Aimé Leon Dore 827

Le New Balance x Aimé Leon Dore 827

Andrea Tuzio · 4 anni fa · Style

Vi avevamo parlato della nuova collaborazione tra New Balance e Aimé Leon Dore, e finalmente sono arrivate le prime immagini delle 827 rivisitate dal brand newyorkese.

Presentate in stile retrò con un poster che richiama gli ADV di NB degli anni ’90, possiamo dare un’occhiata più ravvicinata a questo modello meno conosciuto, rispetto alle altre silhouette scelte per le precedenti collaborazioni. Dopo aver lavorato su modelli iconici come le 997, le 990v5 e le 990v2, Teddy Santis fondatore del brand, presenta le New Balance x Aimé Leon Dore 827 in tre diverse colorway molto vivaci e caratterizzate da un mix di giallo, blu, rosso e verde su una base bianca. 

La release date delle New Balance x Aimé Leon Dore 827 è prevista per il 1 maggio

Le New Balance x Aimé Leon Dore 827
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