A Bratislava c’è uno studio di fotografia analogica che sembra progettato non tanto con mobili, ma con forze fisiche. Nel Minulle Lab Showroom, progettato dallo spatial designer Adam Terlanda, travi, grate metalliche, barre e cinghie industriali vengono sospese, tese e bilanciate fino a diventare arredi leggeri, quasi fluttuanti.

Il progetto nasce all’interno di un laboratorio dedicato alla fotografia analogica, uno spazio che comprende studio fotografico, film lab, ufficio e showroom. Con un budget limitato, l’idea non era aggiungere arredi tradizionali, ma costruire l’identità dello spazio attraverso oggetti industriali trasformati in elementi funzionali e scultorei.

Il risultato è un ambiente dove la materia pesante si comporta in modo inaspettato. Griglie in acciaio diventano tavoli sospesi, aste metalliche si trasformano in supporti minimali, mentre le cinghie da carico vengono utilizzate per creare tensione e stabilità, rendendo visibile il rapporto tra peso, equilibrio e forza. Terlanda costruisce così una narrazione spaziale fondata sulla contraddizione: oggetti industriali, grezzi e pesanti, assumono una qualità quasi delicata. Ogni elemento sembra trovare il proprio equilibrio in modo precario, ma perfettamente calibrato, come se il progetto fosse più vicino a un esperimento fisico che a un classico interior design.
Il linguaggio è essenziale e strutturale. Le forze diventano parte del progetto: tensione, gravità, compressione. Il risultato è un’estetica industriale che non punta alla brutalità, ma a una forma di eleganza inattesa. Il Minulle Lab Showroom, inaugurato lo scorso anno, si inserisce nella scena creativa giovane di Bratislava come spazio ibrido tra fotografia, musica e design indipendente. Più che arredato, lo studio sembra sospeso, come se il peso fosse stato trasformato in equilibrio.


