Aesthetic.al / Mira Nedyalkova – Translucent Apnea

Aesthetic.al / Mira Nedyalkova – Translucent Apnea

Collater.al Contributors · 6 anni fa · Photography

Siete mai stati in apnea sott’acqua? Il corpo inerme, gli occhi chiusi, così…a fluttuare nel nulla.
Ogni luce rarefatta, ogni suono ovattato, morbido, lontano. Quasi attirati verso il fondo, quando il tempo è assente e lo spazio diventa indefinito.

Dopo qualche minuto, l’istinto di sopravvivenza vi avrà sicuramente fatto tornare in superficie per tirare un profondo respiro, per lasciare quel nulla alla realtà. Siete tornati a galla nel mondo reale, scandito dai secondi, dai minuti, dai giorni, dalle persone, dai luoghi, dagli impegni. Ora, mi piacerebbe voi ripensaste a quei secondi, dove tutto questo ensemble di casini terreni si era trasformato in un nulla silenzioso e rarefatto… eppure così colmo, così pregno. L’acqua diventa inizio, fine e nuovamente inizio, in un ciclo continuo. L’acqua, l’elemento naturale celebrato innumerevoli volte dall’arte, dalla quale nacque Venere, nella quale morì Ofelia. E infine l’acqua, come vera e propria fonte… questa volta d’ispirazione.

Mira Nedyalkova, fotografa e pittrice bulgara, la utilizza da sempre come strumento e stimolo per il suo lavoro. Ho deciso di farci una chiacchierata, per scoprire cosa si nasconde nei suoi “abissi”.

Aesthetic.al - Intervista a Mira Nedyalkova fotografa e pittrice
Aesthetic.al - Intervista a Mira Nedyalkova fotografa e pittrice
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Non posso non iniziare parlando dell’elemento caratteristico delle tue foto, utilizzato da sempre come vero e proprio simbolo della nascita e, se vogliamo, della rinascita. È questa la valenza che vuoi che abbia nelle tue opere?

Ho scelto l’acqua come elemento fondamentale nei miei scatti, perché l’ho sempre amata nella natura. È funzionale perché mi aiuta a rappresentare la vita reale in modo irreale, perché riesce a creare un’atmosfera diversa, inaspettata. Nella mia arte l’acqua non è l’obbiettivo, ma è lo strumento con cui riesco a creare l’atmosfera adatta a trasmettere in modo ancora più forte la mia idea. Culla per il piacere, la gioia, l’erotismo… assieme al dolore, la tristezza, la solitudine, la morte. Esatto. L’inizio e la fine. Tutti questi elementi esistono ed esisteranno sempre, fanno parte di noi e noi dobbiamo accettarli, nel bene e nel male. Questo è il mio modo per trovare pace ed equilibrio.

Velato erotismo, delicata innocenza. Innocenza che si tramuta in sensualità senza mai toccare il volgare. Il confine è affascinante, ma molto labile. Tu lo costeggi con maestria. Inoltre, ho notato che le tue protagoniste non guardano mai in camera, come se il contatto visivo assente accompagnasse la già eterea atmosfera, per accentuarla. Dimmi, in quale mondo si immergono?

Sì, nelle mie foto io punto molto sul velato erotismo. Ma l’erotismo nelle mie immagini è soprattutto mentale. Cerco di creare una bellezza dai tanti volti, che portano a diverse emozioni, mi piacerebbe provocare pensieri contraddittori. Nei miei lavori la protagonista ha quasi sempre gli occhi chiusi perché lei è evanescente, per questo la sua la nudità finisce per passare quasi inosservata. Qui, ancora una volta, il suo erotismo non vuole eccitare i sensi, ma entrare più a fondo, nell’anima.

Aesthetic.al - Intervista a Mira Nedyalkova fotografa e pittrice
Aesthetic.al - Intervista a Mira Nedyalkova fotografa e pittrice
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Mondo onirico. Una volontà, questa volta personale, di stacco da quello terreno?

Cerco di rappresentare mondi che vanno oltre la pura esistenza, sì, forse per il mio bisogno di allontanarmi un po’ della vita quotidiana dando vita a una mia fantasia, a un sogno.

Nella nostra chiacchierata hai posto l’accento sul dolore, sulla malinconia. “La mia protagonista trasmette sì un lieve erotismo… ma il dolore è sempre con lei”. Nelle scene che crei, ciò che noto è una sorta di “purificazione” dal dolore di cui mi parli. Cosa ne pensi, sei d’accordo?

La consapevolezza del dolore si può accettare e trasformare. Nelle mie foto voglio comunicare la malinconia che accompagna tutta la nostra esistenza e che, molto spesso, è strettamente legata alla felicità. Il dolore, la tristezza, la solitudine, sono emozioni che dobbiamo in qualche modo imparare ad amare, conoscere. Con le mie foto voglio dare loro un senso.

Aesthetic.al - Intervista a Mira Nedyalkova fotografa e pittrice
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Questa è una domanda che faccio di consueto, in particolar modo agli artisti che, come te, hanno lasciato in diverse occasioni la propria terra. Nonostante i numerosi viaggi, le tue origini hanno influenzato il tuo approccio all’arte? Se sì, in che modo?

Io sono bulgara ed ho sempre vissuto a Sofia, la capitale. In diversi momenti della mia vita, mi è capitato di vivere per brevi periodi in altri paesi. Ho vissuto a Cuba per un anno, qualche anno fa sono venuta Italia per un breve periodo e me ne sono completamente innamorata. Purtroppo per ora ci torno solo in vacanza o per impegni lavorativi. Non so spiegarti in che modo le mie origini hanno influenzato ciò che faccio, sicuramente è stata la mia famiglia ad avere un ruolo determinate. Ha saputo trasmettermi un grande amore verso quello che poi sarebbe diventato il mio mestiere. Come se, da grandi amanti dell’arte, mi avessero indicato la direzione dove guardare e crescere.

Ho letto che hai iniziato come pittrice, per poi passare alla fotografia. Il tuo, in ogni caso, non è stato un vero e proprio stacco. Lo si può dedurre anche solo guardando i tuoi scatti.

Dipingo sin da piccola. Ho studiato all’Accademia d’Arte di Sofia, per poi scoprire che la pittura, da sola, non mi dava le soddisfazioni di cui avevo bisogno. Così ho finito per dipingere di rado, non ero mai contenta dal risultato e preferivo sempre creare altre cose, con le mie mani. Ricordo le mille collane e braccialetti di farina e sale, le lenzuola bianche trasformate in vestiti, i collage fatti con i ritagli di Elle e Vogue…Alla fotografia mi sono avvicinata perché facevo la modella. In quel momento ho sentito per prima volta la necessità di stare dietro l’obiettivo, perché non ero mai contenta delle fotografie che mi facevano, sentivo che mancava qualcosa. Così è nata l’idea di collegare le due arti. Volevo creare un un mio modo di esprimermi, mettendo in pratica tutte le esperienze nella pittura e unendo ad esse un settore amato e da poco conosciuto…la fotografia.

Aesthetic.al - Intervista a Mira Nedyalkova fotografa e pittrice
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Questa unione tra due arti, simili e diverse, come riesce a coesistere? Nel dipingere e nel fotografare, nei successivi risultati, ci sono degli elementi comuni?

Quando fotografo, trovo emozionante il poter giocare con i colori, le forme, le luci, le ombre… esattamente come quando dipingo. È incredibile poter usare forme reali che aspettano solo la tua mano per trasformarsi in fantasia. In questo senso la fotografia non è più solo fotografia e basta, perché viene arricchita dall’immaginazione. L’idea, la composizione, hanno la stessa importanza sia nella fotografia che nella pittura. È vero, gli strumenti sono diversi, ma credo che il risultato finale sia capace di regalare sensazioni molto simili, esteticamente ed emotivamente.

Nella nostra chiacchierata prima dell’intervista, hai detto una cosa che mi ha colpita molto: non fai quasi mai progetti a lungo termine. Come se creassi la tua arte in primis per soddisfare il bisogno di esternare ciò che hai dentro in quel momento. Come se non trovassi pace finché non hai realizzato ciò che hai in mente, per conservarne al meglio neonata magia. Questa necessità fa parte del tuo presente…ma so che hai in mente qualcosa per il futuro, quello più prossimo. Vuoi parlarcene?

È vero, quando ho una idea chiara per una serie cerco di realizzarla senza troppe preparazioni, quasi per la paura di perderne il senso. Penso al presente, solitamente non faccio progetti troppo dilazionati nel tempo. Posso svelarti comunque qualcosa…mi hanno invitato a partecipare ad una mostra a Tokyo fra 7 mesi e mi sto preparando per realizzare un Libro Album con le mie foto, una raccolta dal 2012-2015. La mia futura fotografia spero possa migliorare tecnicamente, non si finisce mai di imparare, ma rappresenterà sempre il mio essere, il mio infinito bisogno di capire la vita e me stessa in questa esistenza.

Aesthetic.al - Intervista a Mira Nedyalkova fotografa e pittrice
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The Ring House abbraccia il paesaggio di Creta

The Ring House abbraccia il paesaggio di Creta

Giulia Guido · 6 giorni fa · Design

Dopo aver trascorso l’inverno a sognare luoghi come The Mushroom, la casa a forma di fungo, o Niliaitta, la cabina nascosta nei boschi finlandesi, ora che le giornate si sono fatte più lunghe e il caldo comincia a farsi sentire avevamo bisogno di viaggiare almeno con l’immaginazione. Per questo motivo oggi parliamo di The Ring House, la casa progettata dallo studio DECA Architecture nel sud di Creta. 

Vicino al villaggio Agia Galini, in un sito circondato dal paesaggio aspro offerto dall’isola, gli architetti hanno lavorato per dar vita a un’abitazione che avesse il minor impatto possibile sull’ambiente e che riuscisse anche a sistemare il terreno, sfregiato precedentemente da scavi e lavori. Proprio per questo motivo il primo step è stato quello di ripristinare la flora autoctona seminando specie di piante tipiche mesi prima dell’inizio del lavori. 

The Ring House si compone di due lunghe parti che seguono il profilo della collina su cui sorge la casa e che si uniscono creando una pianta a U che si affaccia quasi a 360° sul mare. 

La zona in cui si uniscono le due parti è quella che ospita tutti gli ambienti interni ed è fornita di un tetto su cui sono stati installati dei pannelli solari, mentre il resto della struttura è formato da ambienti aperti, ombreggiati da una tettoia che permettono di vivere a contatto con la natura e godersi il paesaggio. 

Se per l’esterno è stata scelta una classica muratura in pietra che fa sì che la casa si mimetizzi con i colori del terreno, gli interni presentano un design più pulito e minimale con pareti bianche e ampie finestre che permettono di sfruttare la luce naturale. 

Su uno dei lati troviamo una infinity pool, mentre all’interno della struttura è stato costruito un cortile con piante di agrumi e arbusti aromatici. 

The Ring House è l’esempio di come l’architettura possa fondersi con il paesaggio senza rovinare l’ambiente. 

The Ring House
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The Ring House
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The Ring House abbraccia il paesaggio di Creta
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The Ring House abbraccia il paesaggio di Creta
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Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno

Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno

Giulia Guido · 6 giorni fa · Design

Nella fitta foresta della regione della Loira in Francia, esattamente nei pressi di Montlouis-sur-Loire, un paesino tra Amboise e Tours, potreste incontrare a un certo punto una strana struttura lignea. Si tratta di Le Château Ambulant, un progetto nato nel 2017 in occasione del Festival de la Forêt et du Bois e firmato dagli studi di architettura e design Local e Suphasidh

La sfida che hanno dovuto affrontare gli architetti per questo progetto era quella di realizzare una casa interamente costruita in legno, e ci sono pienamente riusciti. 

Per Le Château Ambulant è stato utilizzato legno locale, alcuni elementi sono stati preparati in una segheria a qualche chilometro dal sito scelto, mentre altri sono stati preparati direttamente in loco. Una volta pronti tutti i pezzi, la casa è stata costruita interamente sul luogo. 

All’interno la casa misura circa 42 metri quadrati suddivisi su due piani. Un aspetto molto importante era quello di mantenere un legame con la natura circostante, per questo motivo al posto di normali finestre è stato scelto di creare delle specie di fessure lungo tutte le pareti esterne. In questo modo si ha sia l’illusione di essere all’aria aperta anche rimanendo all’interno sia la possibilità di sfruttare al massimo la luce naturale. 

Leggi anche: Ghost House, case nel deserto mosse dal vento

Scoprite qui sotto tutte le immagini de Le Château Ambulant.

Le Château Ambulant | Collater.al-011
Le Château Ambulant | Collater.al-011
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Le Château Ambulant | Collater.al-011
Le Château Ambulant | Collater.al-011
Le Château Ambulant | Collater.al-011
Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno
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Le Château Ambulant, la casa interamente costruita in legno
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La casa minimalista di Bak Gordon Arquitectos tra le colline portoghesi

La casa minimalista di Bak Gordon Arquitectos tra le colline portoghesi

Giulia Guido · 1 settimana fa · Design

Nella parte più meridionale del Portogallo, lasciandosi l’oceano alle spalle e dirigendosi verso l’entroterra ci si ritrova immersi in un paesaggio dove dolci colline si alternano alla pianura e il terreno è spesso arido. È proprio qui, nei pressi della città di Grândola, che lo studio Bak Gordon Arquitectos ha portato a termine il progetto di una casa privata minimale e che si fonde con l’ambiente circostante. 

Lo studio Bak Gordon Arquitectos (BGA) è stato fondato nel 2002 da Ricardo Bak Gordon, dopo oltre 10 anni di esperienza presso diversi studi e con svariati progetti già completati che hanno contribuito al lancio della sua carriera, come il progetto per la residenza dell’ambasciata portoghese a Brasilia del 1995.
Oggi il lavoro di BGA si concentra soprattutto su case residenziali, edifici educativi e pubblici e a caratterizzare ogni progetto è il legame con il contesto in cui vengono sviluppati. 

Per la casa sulle colline di Grândola la parola chiave è minimalismo. Sebbene lo stile architettonico tipico della regione dell’Alentejo risenta dell’influsso arabo, qui il design si allontana dalla tradizione e presenta invece linee e forme che rimandano al modernismo. 

Leggi anche: Ghost House, case nel deserto mosse dal vento

L’abitazione sorge su una grande cisterna per la conservazione dell’acqua, è rivestita con malta di calce e gli interni sono isolati dall’esterno grazie all’utilizzo di sughero. All’interno lo spazio è diviso in stanze private che gravitano attorno al piccolo patio centrale e in luoghi di transizione che limano il confine tra dentro e fuori.

Bak Gordon Arquitectos
Bak Gordon Arquitectos
Bak Gordon Arquitectos
Bak Gordon Arquitectos
Bak Gordon Arquitectos

PH: Francisco Nogueira

La casa minimalista di Bak Gordon Arquitectos tra le colline portoghesi
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La casa minimalista di Bak Gordon Arquitectos tra le colline portoghesi
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Ghost House, case nel deserto mosse dal vento

Ghost House, case nel deserto mosse dal vento

Giulia Guido · 1 settimana fa · Design

Come suggerito dal nome Ghost House, le due installazioni realizzate dal collettivo i/thee nel deserto della California sembrano gli spettri di due piccole abitazioni che hanno resistito al tempo e alle intemperie.
In parte questo è vero, ma il progetto nasconde molto di più. 

In occasione del Design Laboratory Space Saloon del 2018 è stato chiesto ai partecipanti di progettare e costruire installazioni che affrontassero il tema del legame tra architettura e fattori ambientali. I designer di i/thee – collettivo che realizza progetti che celebrano la coesistenza di ogni cosa, vivente o non vivente, con l’ambiente – hanno quindi realizzato una sorta di esperimento di manipolazione dei materiali. 

La progettazione delle Ghost House è cominciata dalla scelta del sito, ovvero il deserto della California, e solo successivamente si è passati alla fase di realizzazione vera e propria. Sono stati costruiti due telai di legno leggero, la cui forma ricordava vagamente quella di una piccola abitazione. Successivamente dei teli tagliati su misura sono stati imbevuti di una colla non tossica e sono stati usati per coprire le strutture lignee. A questo punto il resto del lavoro è stato fatto dalle condizioni atmosferiche, dal vento e dal passare del tempo.
Nel giro di qualche ora la colla si è seccata, immobilizzando i teli in posizioni date dal vento. 
Infine, per dare ancora di più una sensazione di casa, sono state tagliate delle aperture come se fossero finestre. 

“Il risultato finale è un’istantanea tridimensionale di un momento specifico nel tempo. È una struttura improbabile; una rappresentazione del passato esistente nel presente; né qui né là; il fantasma di una casa.”

La Ghost House non è solo una capanna che sembra mossa dal vento, è una capanna mossa dal vento, e lo sarà per sempre. 

Ghost House
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Ghost House, case nel deserto mosse dal vento
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