L’arte di Amelia Jayne dimostra come il nostro occhio e la nostra cultura visuale siano sempre più legati al mondo dei social, in particolare a quello di Instagram. I suoi dipinti fanno uno zoom sulle nostre tavole con un taglio fotografico che ricorda i nostri scatti postati nelle stories durante i pranzi o le cene in compagnia. C’è da dire però che questa scelta non è poi così nuova e non è strettamente legata al mondo social. Già con Edgar Degas – se pensiamo al famosissimo quadro L’assenzio -, o più in generale con gli Impressionisti, si assiste all’uso del taglio fotografico come punto di vista strategico nella composizione di un dipinto. L’osservatore diventa protagonista diretto della scena, venendo così incluso nella narrazione offerta dall’artista. In questo caso Amelia Jayne fa sedere il pubblico alle sue tavolate imbandite, che da estranee diventano “nostre”. Nature morte che una dopo l’altra ci appaiono così familiari e allo stesso tempo vive, nonostante la figura umana non sia direttamente presente.









Courtesy Amelia Jayne
