Esiste una sezione della musica destinata all’accompagnamento visivo, in altre parole serve per descrivere una serie di immagini, come per esempio una pubblicità. Il termine corretto è Library Music o anche Sonorizzazioni e racchiude sotto il suo ombrello tutti quei dischi creati appositamente per la TV e le radio. Oggi l’archivio digitale – inutile dirlo – è vastissimo, ma prima degli anni Duemila ci si affidava ai cari e vecchi dischi in vinile. Per rendere la scelta più rapida entrava in gioco la copertina che doveva essere quanto più descrittiva possibile. Quando abbiamo scoperto le cover della musica di servizio ci si è aperto un mondo. Un vero e proprio vaso di Pandora della grafica, che qui ha potuto sperimentare senza alcun tipo di pressione dettata dagli equilibri di mercato e dalle etichette discografiche. Dall’altro lato c’è da dire che alcune sono bruttissime, fatte senza il minimo sforzo proprio per l’assenza di scopo commerciale, anche se questo fattore ha fatto sì che alcuni includessero addirittura gli scarabocchi dei propri figli, rendendo queste cover del tutto uniche. Un ulteriore strato di mistero di questa sezione della musica è la sua rarità. Venivano prodotte in bassissima quantità e destinate solo agli addetti ai lavori, per questo ora sono pressoché introvabili e da collezione. Quelle che abbiamo visto noi sono di Luca Barcellona che ha una personale collezione selezionata da lui secondo un criterio estetico e rappresentativo di questo genere. In occasione di BIG, il festival dedicato al graphic design, Barcellona le ha esposte nella mostra Musica da guardare con l’intenzione di «riportare in superficie un mondo grafico e musicale tanto prezioso e peculiare quanto parzialmente dimenticato».






Credits Markable & Courtesy Luca Barcellona