La Pre-FW22 di A.P.C. esalta il minimalismo

La Pre-FW22 di A.P.C. esalta il minimalismo

Andrea Tuzio · 8 mesi fa · Style

L’Atelier de Production et de Création, aka A.P.C., il brand parigino ready-to-wear fondato nel 1987 dal fashion designer ebreo-tunisino Jean Touitou, ha da poco presentato la sua collezione Pre-FW22.

Da sempre caratterizzato da un design minimalista, linee pulite e item semplici, anche per questa Pre FW22 A.P.C. resta fedele alla sua filosofia estetica giocando con colori, tessuti e grafiche per scaldare la stagione più fredda dell’anno.

Maglieria, capispalla, camicie, vestiti, jeans, t-shirt e tanto altro, tutto contraddistinto da tonalità intense come il blu corallo, il rosa cipria, il rosso, e l’azzurro declinati su trench in lana, cappotti classici a quadri e in nylon trapuntato, maglioni a collo alto, a righe in cashmere, etc.
Le stampe sono divertenti ma mai eccessive e gli accessori risultano semplici ed eleganti.

La collezione Pre-FW22 di A.P.C. è già disponibile online e nei negozi del brand francese.

La Pre-FW22 di A.P.C. esalta il minimalismo
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I migliori progetti fotografici che abbiamo visto ad ArteFiera 2023

I migliori progetti fotografici che abbiamo visto ad ArteFiera 2023

Laura Tota · 5 ore fa · Photography

Energia, Rilancio e Impegno: sono queste le parole chiave con cui ArteFiera si presenta al pubblico per quest’attesa edizione 2023 che torna a presenziare gli spazi storici all’interno di Bologna Fiere (i Padiglioni 25 e 26) e a svolgersi nelle sue consuete date.
ArteFiera 2023 apre le danze della lunga stagione delle Fiere d’Arte Contemporanea di quest’anno, grazie a uno sforzo umano e organizzativo senza precedenti si sente pronta a lanciare la sfida a Miart a Milano. La proposta artistica è variegata, sono oltre 141 gli espositori che respirano e dialogano in spazi studiati per migliorare sempre di più la visitor experience e gli allestimenti, al fine di rendere il percorso di più piacevole per visitatori, addetti ai lavori e collezionisti.

La fotografia, molto presente anche nelle proposte della Main Section, rappresenta senz’altro una delle tante scommesse di questa edizione, che dedica uno spazio importante alla la sezione “Fotografia e immagine in movimento”. Noi di Collater.al abbiamo dato un primo sguardo alle opere, cercando di cogliere le nuove tendenze e i nuovi temi della fotografia contemporanea.

ArteFiera 2023 | Collater.al

La sezione curata da Giangavino Pazzola (già associate curator a Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino) si pone nel percorso espositivo come un microcosmo in cui passato, presente e futuro della fotografia rinegoziano nuovi significati e propongono nuove sfide al collezionismo più blasonato. “Le gallerie presenti nella sezione hanno accolto una sfida importante – dichiara Giangavino Pazzola – cioè quella di scommettere sulla fotografia e di mettersi in gioco: ci sono tutti i presupposti affinché la ricerca e le contaminazioni dialoghino per stimolare pubblico e rivolgersi a diverse fasce di collezionismo”.

Tra le 12 gallerie presenti prende forma un percorso interessante e ricco di spunti di riflessione in merito alle nuove direzioni della fotografia contemporanea, sempre più delineata come un medium parziale, in continua evoluzione e soggetto a continue ibridazioni, ma che non può rinunciare ad alcuni punti di riferimento imprescindibili del passato per la sua definizione attuale.

Ne sono un perfetto esempio, le proposte di Martini & Ronchetti di Genova che mette in dialogo all’interno del suo stand lineare e pulito, i lavori della genovese Lisetta Carmi con quelli dell’avanguardista Florence Henri. Le due autrici, molto distanti tra loro, sono unite non solo dalla passione per la musica, ma anche dalla potente capacità narrativa e dall’attenzione per l’attualità, tanto da risultare tutt’oggi contemporanee nelle scelte formali e antesignane nel ridefinire le istanze sociali e culturali del loro periodo attraverso l’indagine fotografica. Bellissime le immagini a colori di Lisetta Carmi che conferiscono una maggiore consapevolezza identitaria ai soggetti fotografati, allontanandoli dalla rappresentazione più emotiva del bianco e nero.

Uno sguardo estremamente contemporaneo è quello del progetto “2 di 2” di Marilisa Cosello presentato dalla Galleria Studio G7 di Bologna. L’indagine dell’artista che si muove tra la performance e la fotografia, si configura come una “riflessione sulla natura politica del singolo corpo come soggetto, e sull’impatto delle dinamiche di potere sulla storia di individui e comunità”. Il corpo è inteso come apparato di un paesaggio ibrido in cui si confrontano attrazione e repulsione, ma anche come soggetto fisico di rinegoziazione identitaria in relazione allo spazio e alla dimensione sociale.
Nelle immagini, esito di un’azione performativa, due donne combattono e si abbracciano, in un moto continuo senza risoluzione ed esito: la tensione costante suggerisce un orizzonte simbolico in cui nulla si definisce, definendo così il paesaggio delle mille contraddizioni del contemporaneo.

ArteFiera 2023 | Collater.al
Marilisa Cosello, 2 of 2, Untitled #2, 2022, canson infinity rag, cm 100×150, ed.1 1ap. Courtesy l’artista e Galleria Studio G7, Bologna

Degno di nota per la capacità di parlare al futuro attraverso forme ibride di fotografia è “Are you nobody too?”, il progetto di Silvia Bigi (già vincitore del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee del  2022) presentato da Red Lab Gallery di Milano e Lecce, che ridefinisce il ruolo della fotografia d’archivio attraverso il suo dialogo con l’intelligenza artificiale: un lavoro perfettamente in equilibrio tra passato, presente e futuro e tra immagine, video e parola.

La fotografia ritrovata della prozia Irma, letteralmente cancellata dalla storia genealogica della sua famiglia a causa della sua condizione mentale, diventa l’espediente per rimediare al concetto di identità negata. Grazie all’utilizzo di un’app, il volto fotografico immobile di Irma prende finalmente parola attraverso un monologo composto da parole di scrittrici del Novecento (anch’esse colpite da disturbi psichici) che acquisiscono così un nuovo spazio di significato, quello della redenzione.
Nel progetto presentato ad ArteFiera 2023 il ritratto sfocato e sgranato si erge dunque a simbolo di chi non ha voce, diventando un tentativo di normalizzare l’inafferrabile attraverso l’alleanza con le nuove tecnologie.

Menzione speciale, infine, per lo stand di Podblieski Gallery che mette in dialogo tre autori italiani che si sono imposti sulla scena nazionale e internazionale per la loro ricerca: Nicola Lo CalzoGiulia Parlato  e Silvia Camporesi: focus comune delle indagini dei tre fotografi è la relazione tra storia e finzione che restituisce un quadro sfaccettato e preciso della complessità contemporanea. 
Un’edizione, questa di ArteFiera 2023, che ci piace pensare come un episodio zero di una lunga serie di appuntamenti volti ad attribuire un ruolo sempre più centrale della fotografia anche attraverso la creazione di relazioni e reti importanti.

ArteFiera 2023 | Collater.al
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I migliori progetti fotografici che abbiamo visto ad ArteFiera 2023
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Il nudo artistico e la liberazione nelle foto di Lucie Nechanicka

Il nudo artistico e la liberazione nelle foto di Lucie Nechanicka

Tommaso Berra · 5 secondi fa · Photography

Forma di libertà e autoaffermazione nei confronti di un mondo di convenzioni e vincoli, fotografando il proprio corpo nudo l’artista Lucie Nechanicka vuole raggiungere questa condizione di libertà personale ed emotiva.
Nata in Repubblica Ceca e ora con base nel Regno Unito, Lucie rappresenta questa libertà innanzitutto spogliandosi di qualsiasi velo che può condizionare lo sguardo, per allontanarsi da una visione tradizionale della nudità e tornando a una tradizione del corpo, visto come unità pura, elemento che più condivide meccanismi con la Terra e la natura.
Tecnicamente Lucie Nechanicka rappresenta il concetto di libertà attraverso la distorsione prospettica oppure nascondendo il proprio corpo o giocando con le ombre, che sono sia naturali sia portate da altri oggetti che creano decori sulla pelle. L’utilizzo di angoli insoliti aiuta ad uscire dalla monotonia della narrazione sul corpo umano in fotografia, così come altri elementi che sembrano mettersi tra il soggetto e lo spettatore, come lenti, filtri o specchi, capaci alterare una prima impressione che è tutta la riscrivere, rivedere e analizzare fuori dagli schemi tradizionali.

Il nudo artistico e la liberazione nelle foto di Lucie Nechanicka
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Una nuova mostra a Bologna curata da Mulieris Magazine

Una nuova mostra a Bologna curata da Mulieris Magazine

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Photography

Per due mesi, dal primo febbraio al 30 marzo 2023, a Bologna lo spazio espositivo il concept studio THE ROOOM ospiterà una nuova mostra, curata da Mulieris Magazine.
Il titolo del progetto è DREAMTIGERS, una citazione allo scrittore argentino Jorge Luis Borges e al suo straordinario immaginario in cui gli animali ricoprono un ruolo fondamentale per stimolare ricordi e immaginazione.

DREAMTIGERS è una mostra che grazie alle opere di Lula Broglio, Alejandra Hernández, Joanne Leah, Sara Lorusso, Sara Scanderebech, Ayomide Tejuoso (Plantation), assieme alle installazioni di The Mosshelter di Marco Cesari, si serve dell’immaginazione. Questa dimensione apre così un mondo di possibilità non solo per la mente ma anche per la rappresentazione di ciò che è reale.
Una fusione, quella tra reale e immaginario, che Sigmud Freud definiva l’ombelico del sogno, luogo indefinito in cui è possibile affrontare con libertà i temi che in questi anni hanno fatto conoscere al pubblico la realtà di THE ROOOM e Mulieris Magazine. Tra questi temi sicuramente c’è la condanna a qualsiasi forma di discriminazione e la parità di genere, affrontate negli anni attraverso la divulgazione, splendidi volumi e progetti artistici molto interessanti che continueranno con la mostra Bolognese.

Mulieris Magazine | Collater.al
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La fotografia stenopeica scattata dalla bocca di Justin Quinnell

La fotografia stenopeica scattata dalla bocca di Justin Quinnell

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Photography

Che cos’è la fotografia stenopeica? Si tratta un’immagine scattata attraverso il procedimento fotografico della stenoscopia, una tecnica che come le fotocamere più moderne sfrutta il principio della camera oscura, utilizzando però un piccolo foro come obiettivo, che attraverso la diffrazione crea immagini.
Justin Quinnell è considerato tra i principali esperti di questa tecnica, sia per i suoi quasi trent’anni da docente in tutto il mondo sia per la sua produzione artistica di fotografie sperimentali.
Da Bristol, dove vive, realizza fotografia utilizzando camere stenopeiche, creando situazioni e punti di vista insoliti, grazie alle possibilità del mezzo e alle deformazioni dell’immagine.

Tra le serie fotografiche più bizzarre di Justin Quinnell c’è quella realizzata utilizzando una smileycam, una macchina fotografica che l’artista inserisce completamente dentro la propria bocca, sfruttando così la forza di un punto di osservazione – POV per utilizzare una definizione di moda – insolita e molto bizzarra. nell’inquadratura compaiono quindi tutti i denti di Quinnell, che l’osservatore finisce di conoscere meglio del dentista dello stesso artista. Oltre i denti di volta in volta si presentano diversi soggetti, che descrivono la quotidianità di Justin, si parte infatti con lo spazzolino alla mattina, passando per i pasti e il cocktail da condividere alla sera. Dalla bocca del fotografo teniamo traccia anche dei suo viaggi, così tra un incisivo e un canino spunta Piazza San Marco a Venezia e il Teatro dell’Opera di Sidney.

La stenoscopia non prevede nessuna particolare messa a fuoco, per questo le foto sembrano molto amatoriali. In passato ha rappresentato un punto alto per la tecnologia, ora, superata da obiettivi e lenti decisamente più performanti, viene utilizzata per progetti più sperimentali e artistici, grazie alla possibilità di poter creare punti di vista strani e risultati imprevedibili. Il lavoro di Quinnell ne è un esempio molto chiaro, se poi aveste voglia di scoprire cosa vede la vostra bocca, qui potete trovare anche la smileycam.

Justin Quinnell | Collater.al
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