Style L’evoluzione di stile dei Beastie Boys
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L’evoluzione di stile dei Beastie Boys

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Anna Frattini

Hip-hop, hardcore punk e tutto quello che sta in mezzo sono la linfa vitale che porta avanti il mito musicale dei Beastie Boys – raccontato benissimo in Beastie Boys Story, il docu-film diretto da Spike Jonez disponibile su Apple TV. Parte di questa storia la può raccontare anche il gusto per scelte di stile provenienti da influenze diverse e opposte fra loro. Ancora oggi, infatti, Mike D, MCA e Ad-Rock sono vere e proprie style icon. Vediamo perché.

La storia dei Beastie Boys

La storia dei Beastie Boys nasce nel 1981 quando Michael “Mike D” Diamond, Adam “MCA” Yauch, John Berry e Kate Schellenbach formano la hardcore punk band che chiameranno Beastie Boys a New York City. L’anno successivo esce Polly Wog Stew, il primo EP della band e nel 1983 inizia la sperimentazione con il genere hip-hop mentre si aggiunge anche Adam Horovitz, in arte Ad-Rock. Prima degli anni ’90 (il momento d’oro della band) escono Licensed to Ill – il primo album rap ai vertici della Billboard 200 – e Paul’s Boutique mentre prima degli anni 2000 Check Your Head, Ill Communication e Hello Nasty segnano non solo la loro versatilità musicale ma anche uno status ormai consolidato nel panorama musicale. La storia dei Beastie Boys come gruppo attivo finisce con la morte nel 2012 di MCA Yaunch dopo la diagnosi di cancro avuta nel 2009.

L’evoluzione stilistica

Secondo GQ, l’inizio dell’evoluzione stilistica del Beastie Boys è riconducibile a questo scatto. Trench con bottoni applicati, skinny jeans e combat boots proprio come un punk qualsiasi. Con l’arrivo dell’hip-hop nella musica del gruppo vedremo incorporati nello stile dei ragazzi elementi di quel genere con sneakers da basket e piumini trapuntati. Anche gli accessori sono – da sempre per i Beastie Boys – un elemento importante: cappelli di pelliccia, occhiali da snowboard o da corsa. Il look relaxed New York style (con tracce massicce di influenze hip-hop) continuerà quindi per tutto il resto degli anni ’80 con l’aggiunta di catene d’oro e fedora neri – tutti ispirati da uno degli idoli del gruppo: Run DMC.

Adam Yauch aka MCA Beastie Boyes da adolescente

Gli anni ’90

Gli anni ’90 invece – segnando un cambio di rotta in termini di musica – presentano uno stile più elaborato. Nello specifico un grunge look più ispirato al mondo punk. Se due cose possono essere vere allo stesso tempo, anche il loro modo di vestire in quegli anni presentava un’evoluzione stilistica massiccia – mantenendo però ben presente le origini di uno stile in continua evoluzione. Le adidas e le oversized work jacket sarebbero quindi rimaste come i segni distintivi dell’East Coast hip-hop.

La maturazione degli anni 2000

Gli anni 2000 segnano successivamente look ancora più maturi, senza più aver bisogno di pezzi troppo eccentrici. Si parla quindi di Oxford shirts, pantaloni da lavoro insieme a denim e felpe con cappuccio più semplici. Allo stesso tempo, sempre secondo GQ – se pensiamo agli MTV Video Music Awards del 2004 – i tre sono comunque stati in grado di mostrarsi come ai vecchi tempi: eccentrici, ma questa volta fino al punto giusto.

BAPE, Carhartt e accessori che oggi sono prepotentemente al centro di trend vari ed eventuali fanno dei Beastie Boys gli antesignani di uno stile effortlessly cool che ai tempi non era ancora codificato. «Rappers were supposed to look like rappers and rock stars were supposed to look like rock stars» continua Tyler Watamanuk su GQ commentando il documentario sul trio. L’armonia e la coesione di tre personalità così diverse ci fa quindi riflettere sull’impatto di una legacy che non verrà dimenticata molto presto ma che ci ricorda quanto il modo di vestirsi fosse una chiave di lettura importante fra gli anni ’80 e ’90 tanto quanto lo è oggi.

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Scritto da Anna Frattini

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