Berhasm: il collettivo che usa la creatività contro l’oppressione

Berhasm: il collettivo che usa la creatività contro l’oppressione

Collater.al Contributors · 3 anni fa · Style

Hanno esordito alla chiusura della Paris Fashion Week lanciando un rave a Le Depot – l’iconico gay sex club nel cuore di Le Marais. Berhasm è il collettivo che raggruppa moda, arte underground e musica. Nasce all’inzio di quest’anno a Mosca, dove ha attualmente base, dall’iniziativa del designer Beso Turazashvili e raggruppa vari artisti, musicisti e fotografi gravitanti tra Georgia, Russia e Ucraina. Una generazione di creativi cresciuti sotto l’ombra del governo sovietico, spinti dalla voglia di rivendicare i loro diritti umani e affermarsi contro l’oppressione politica e sessuale, ancora palpabile in queste zone. Fondatore del progetto è il designer Beso Turazashvili, la cui iniziativa nasce da discussioni tra varie voci della scena creativa queer dell’Europa dell’est e dall’esigenza di farle risuonare al livello globale.

“The one thing that unites us and all of Berhasm’s collaborators is the fight for freedom and equality. And yes, there is still much to fight for in our part of the world.”

 

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Auto-definitosi come un gruppo digitale dove il mercato trash incontra le culture pop e techno, sono aperti ma, allo stesso tempo, selettivi. Alcuni membri si sono incontrati ai vari party dell’ambiente, mentre altri si sono conosciuti sui social. Gran parte dell’operato infatti, in un’era che ce lo permette, viene svolto in maniera digitale. La collezione nasce dall’insieme di micro collaborazioni con i vari componenti del gruppo e comprende tutti gli elementi che dovreste indossare ai loro rave: felpe oversize, crop tops, tute da ginnastica, maglie a rete e canotte e t-shirt raffiguranti fotografie e artwork dei vari componenti del gruppo, completati da slogan pungenti come “I fucked your boyfriend”.

Tra gli altri, fa parte del gruppo il fotografo Alan Dorodnyh, che ha scattato la prima campagna SS19 Afterparty. Dorodnyh è conosciuto per i suoi ritratti raffiguranti l’intimità della bellezza maschile. In questo caso i soggetti sono due ragazzi e una ragazza catturati in quello che potrebbe sembrare l’immediato ritorno da uno dei party di Berhasm.

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Testo di Enrica Miller

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Corpi e tecnologia negli scatti di Pavel Demidovich

Corpi e tecnologia negli scatti di Pavel Demidovich

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Molte volte abbiamo visto progetti fotografici in cui il corpo umano si fondeva con la natura. Il legame tra natura e uomo, dopo tutto, è da sempre uno dei temi centrali della storia dell’arte e della fotografia.
Oggi però la natura è stata sostituita da un altro elemento che diventato protagonista delle nostre giornate: la tecnologia. 
Questo nuovo legame è al centro dell’ultima serie di scatti di Pavel Demidovich.

Il fotografo di Minsk scatta esclusivamente su pellicola e ha rappresentato il rapporto tra corpo umano e tecnologia immortalando due modelle nude sui cui copri sono state proiettate stringhe di codici che si nascondono dietro ogni singolo social o sito che consultiamo quotidianamente.
Il risultato finale è quasi da film di fantascienza, una sorta di intimità del futuro. 

Seguite Pavel Demidovich su Instagram e su Patreon per scoprire altri suoi lavori. 

Corpi e tecnologia negli scatti di Pavel Demidovich
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Corpi e tecnologia negli scatti di Pavel Demidovich
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Perché non sei qui stanotte?

Perché non sei qui stanotte?

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Photography

Impossibile addormentarsi, il pensiero dell’altra sera è insistente, mi prende lo stomaco con cinque dita e mi agita. Volevo solo portarlo a letto e ora sono già dipendente dalla forza con la quale mi stringeva il collo. Sento ancora il contatto tra la sua pancia calda e la mia schiena percorsa da brividi, mi manca, si, un po’ anche lui.
Ci sono state notti delle quali ho ricordi confusi, persi tra mille dettagli inutili, ma ora ho un’idea precisa di ciò che mi è stato negato in questa stanza pavimentata con un parquet e arredata con qualche pianta. Provo a riempire le mancanze, facendo ricordare al mio corpo grandezze e gesti gentili perché cercano la mia linfa vitale, arrivano fino a vedere la violenza dei miei pensieri.

Le foto di Paulina Masenina sono il racconto, illustrato e scritto, di un desiderio sessuale non soddisfatto. Un viaggio erotico e disperato di un bisogno di contatto mentale e fisico. Il letto è ancora disfatto dalla sera prima, la stanza desolante e vuota, nella testa considerazioni di una serata andata nel verso sbagliato: “How many orgasm missed?“, “I can’t breathe thinking of us not fucking in this bed“.

Scopri QUI gli altri scatti di Paulina Masenina.

Paulina Masenina | Collater.al
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Paulina Masenina | Collater.al
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Perché non sei qui stanotte?
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @laurapasini3, @valerycia, @boryskulikovskyi, @polae.jpg, @paola_francesca_barone, @vrtivstic, @laura.mangelli, @nicole_depergola, @defalcotina, @jesuis_claire.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
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Le foto di JF Julian sono un passe partout

Le foto di JF Julian sono un passe partout

Tommaso Berra · 6 giorni fa · Photography

JF Julian è il passe partout di un grande hotel, che consente di accedere dentro stanze in cui alloggiano donne sole, malinconiche e bellissime, spogliate di vestiti e rimaste distese sul letto. Con lo sguardo che punto verso nessuna destinazione, le quattro donne ritratte dal fotografo nato a Parigi sembrano vivere all’interno di un film noir, in cui emerge un abisso psicologico inesplorato.
Il realismo magico di queste fotografie crea ambientazioni quasi surreali, in cui non si capisce da dove provenga la luce e in cui gli oggetti che arredano la stanza non sono mai nel posto in cui ci si aspetterebbe di trovali. La solitudine avvolta nel buio è disturbante, dall’aridità si salva solo l’erotismo naturale dei corpi, resa attraverso pose che valorizzano angoli anatomici e le tensioni del corpo.

Dopo essere entrati nelle stanze di questa serie fotografica, potete guardare tutti i progetti di JF Julian su Instagram o sul sito web dell’artista.

Models:
Silvy
Katrina
Sofia
Ephelis

JF Julian | Collater.al
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