Aberdeen, stato di Washington. È il 20 febbraio del 1967 e da Donald Leland Cobain (meccanico) e Wendy Elizabeth Fradenburg (segreteria/barista) nasce Kurt Donald Cobain. Questo significa che oggi, il frontman dei Nirvana, avrebbe 59 anni e noi abbiamo scelto di celebralo in modo diverso, ma contestualizziamo il tutto.

È il 22 ottobre del 1990, in un posto che ora si chiama “El Corazon” ma che all’epoca dei fatti era il “The Off Ramp”, suonano i Mooky Blaylock.
Daron Oshay “Mooky” Blaylock era un giocatore dei New Jersey Nets in NBA, Jeff Ament bassista della band, sceglie questo nome perché appassionato delle nostrane “figurine”, le trading cards negli Stati Uniti e spesso si ritrovava in tasca come “doppione” proprio la card del giocatore dei Nets e decise che quello era il nome del gruppo. Successivamente i discografici della Epic Records, consigliarono di cambiare nome per questioni legali di conseguenza c’era da scegliere un nuovo nome, quel nome era Pearl Jam.
Ma i Pearl Jam avevano bisogno di un frontman e dalla California arriva una soffiata di livello: i Red Hot Chili Peppers segnalano un ex benzinaio di San Diego che ama molto il baseball e che canta piuttosto bene, Eddie Vedder. È lui a condurre il concerto quella sera.

In quello stesso locale, a distanza di un mese il 25 novembre, si esibiscono i Nirvana, che avevano già un frontman e si tratta proprio di quel ragazzo nato ad Aberdeen che di nome fa Kurt Donald Cobain.
Kurt rivoluzionerà per sempre la musica e la moda in maniera radicale e del tutto involontaria.


Gli occhiali da donna, le Converse personalizzate da scritte a penna di ogni genere, i jeans strappati, longsleeve a righe, le unghie dipinte sono soltanto alcuni degli esempi che poi andranno ad influenzare l’estetica di milioni di ragazzi in tutto il mondo che non si sentivano rappresentati in nessun tipo di stereotipo che la moda, la musica e la società avevo prodotto fino a quel momento.
Ma se esiste un capo che ha caratterizzato il frontman dei Nirvana è stato senza alcun dubbio, il cardigan, vero capo icona del grunge.


Credo che Kurt Cobain avesse una vera e propria ossessione per i maglioni aperti con i bottoni. È incredibile la quantità e la varietà dei cardigan sfoggiati, sul palco, nelle foto di promozione e in quelle private, nelle interviste.


Ma forse la storia più incredibile è legata al suo cardigan più famoso.
Era il 18 novembre del 1993 quando i Nirvana si esibirono in quella che forse resta una delle performance più iconiche della storia della musica, l’MTV Unplugged in New York. La registrazione di quel concerto acustico fu incredibilmente toccante, Kurt era a suo agio, tranquillo e felice come pochissime volte si era avuta la possibilità di vederlo e infatti tirò fuori una performance fantastica e quasi commovente.
Per l’occasione Cobain indossò un cardigan verde oliva che dietro ha una storia lunga, profonda e tormentata.

Dopo la sua morte, Courtney Love lo regalò alla loro assistente e prima tata di Frances Bean, Jackie Farry, che però fu costretta a venderlo alla casa d’aste Julien’s Auctions dopo averlo conservato per due decenni in una cassetta di sicurezza senza mai lavarlo, per riuscire a pagarsi le cure per il cancro.
In una prima asta, il cardigan fu battuto a 137,500 dollari, quasi 122 mila euro e acquistato da Garrett Kletjian, un proprietario di un team di auto da corsa.


Composto da filato acrilico, Lycra e lana mohair, manca di un bottone (il penultimo di cinque), due tasche sui lati, una grossa macchia su quella destra dove pare che all’interno ci fosse anche una strana incrostazione marrone (cioccolato o vomito non è dato sapere) e una bruciatura di sigaretta. Il maglione ha ancora l’etichetta con un simbolo: l’immagine di una barca e di uno sciatore, simbolo del brand che aveva prodotto il cardigan tra il 1960 e il 1965, la Manhattan Industries, azienda del New Jersey fondata nel 1800 poi acquisita dalla Perry Ellis International.

Kletjian, collezionista serio, ha sempre cercato di proteggere quel maglione al punto tale da rifiutare la richiesta da parte del Louvre poterlo esporre.
Dopo essersi reso conto che in realtà quel cardigan è un bene comune e che tutti dovrebbero avere la possibilità di vederlo almeno una volta nella vita, ha deciso di rivenderlo.
Il 26 ottobre dello scorso anno, di nuovo la Julien’s Auctions lo ha battuto per la cifra record di 334mila dollari, ad oggi la cifra più alta mai spesa per un maglione.