Art Quarant’anni di punk con i CCCP – Fedeli alla linea
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Quarant’anni di punk con i CCCP – Fedeli alla linea

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CCCP – Fedeli alla Linea festeggia 40 anni dall’uscita del primo EP, “Ortodossia”. Si tratta di una delle esperienze musicali più stimolanti della storia del punk raccontata nel percorso espositivo “FELICITAZIONI! CCCP – Fedeli alla linea. 1984-2024” allestito negli spazi dei Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia. Entra in gioco anche Slam Jam con una seconda collaborazione insieme a CCCP immaginando una capsule collection ad hoc che incarna i valori della band.

Il percorso sarà di tipo cronologico e antologico atto a scoprire i dischi pubblicati e i retroscena dietro a ogni pubblicazione e ogni performance fra suoni, testi e abiti. Non ci troviamo davanti a un semplice racconto, piuttosto siamo di fronte a un vero e proprio dialogo fra musica, letteratura, arte e performance in tutte le loro sfaccettature. Un progetto curato dagli stessi CCCP, su cui hanno lavorato per oltre sei mesi riprendendo testi, ricordi e immagini dal loro passato. Un processo talmente stimolante da rendere unico il modo in cui riescono a trasmettere l’essenza della band.

«Celebrare i 40 anni di storia dei CCCP significa omaggiare una delle realtà musicali più all’avanguardia, nazionalmente riconosciute e capaci di interpretare lo spirito del tempo, sia dei giovani che dei giovanissimi, che la scena reggiana abbia saputo produrre. I Cccp diedero parole e musica a una generazione, la loro esperienza andò al di là del gruppo stesso, gemmando un’esperienza artistica feconda in cui una moltitudine di band, moltissime delle quali reggiane o che crebbero nella nostra città e nella nostra provincia, portò sul palcoscenico italiano un modo nuovo, diverso, di fare musica e cultura». dice il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.

Mettendosi in discussione, i CCCP, riflettono sulla rilevanza delle loro idee e della loro musica nell’attualità. Partendo dalle sagome metalliche dei tre VoPos berlinesi fino alla scritta “FELICITAZIONI!” che inizia nel Chiostro Piccolo per finire sul Chiostro Grande snodandosi sui due piani di installazioni, opere d’arte e fotografie d’archivio mai pubblicate insieme a video e costumi di scena.

Ph. courtesy Michele Lapini

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