Photography Cody Cutter fotografa la New York più autentica
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Cody Cutter fotografa la New York più autentica

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Cody Cutter fotografa New York dal 2017. Si è trasferito nella Grande Mela alla fine del 2018, ha abbandonato l’università convinto di imparare di più per strada e in studio che in un’aula, e da allora non ha smesso di scattare. Guardando le sue fotografie, sembra aver avuto ragione.

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Il suo strumento è una Leica M6 con obiettivo 28mm, il flash acceso da tre anni a ogni uscita. La pellicola è Ektachrome 100, diapositive a colori, con i loro limiti tecnici che Cutter non subisce ma sceglie: l’otturatore lento, il movimento che entra nel fotogramma, quella qualità viscerale e leggermente abrasiva che distingue immediatamente il suo lavoro. Una scelta consapevole, non nostalgia.

Il soggetto è la gente ordinaria di New York: persone anziane soprattutto, quelle che sembrano consumate dalla città e dalla vita, che portano addosso una specie di consapevolezza silenziosa del mondo. Un uomo con la maglietta da turista che fissa l’obiettivo sul marciapiede di Manhattan. Una donna con i capelli bianchi che si gira come se avesse sentito qualcosa. Scatti ravvicinati, frontali, senza distanza di sicurezza. Cutter entra nello spazio delle persone, lo sa, e lavora affinché quell’invasione non si trasformi in aggressione.

È stato preso a calci, insultato, gli hanno sputato addosso ma lui continua imperterrito. Perché per lui ogni scatto è intenzionale, anche quando è rapido. Non sta solo documentando New York ma sta studiando le persone che la abitano, una alla volta, nell’unico momento che ha a disposizione.

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Scritto da Collater.al Contributors

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