Style Trasgressivo, audace, provocatorio: Freddie Mercury
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Trasgressivo, audace, provocatorio: Freddie Mercury

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Andrea Tuzio

“Non voglio essere una star, voglio essere una leggenda”.
Il 24 novembre del 1991 si spegneva, a soli 45 anni, uno degli artisti più celebri e influenti della storia della musica di tutti i tempi, Freddie Mercury. Al suo ultimo concerto al Knebworth Park di Londra erano presenti più di 100mila persone, la sua eredità ha ispirato centinaia di cantanti e musicisti come Lady Gaga e gli Yeah Yeah Yeahs, solo per citarne due. 

Un talento vocale senza precedenti, una padronanza del palcoscenico esplosiva e un rapporto viscerale con il pubblico lo hanno reso un’icona indimenticabile.
Freddie Mercury era un innovatore, ha fatto della sua estetica e del suo rapporto con la moda uno specchio della sua personalità trasgressiva, versatile e intuitiva. Una reinvenzione continua che seguiva senza compromessi i suoi stati d’animo e i suoi sentimenti.

Nato nella capitale dell’arcipelago di Zanzibar, si trasferisce a Londra nel 1963 dove frequenta l’Ealing College of Art e si diploma in graphic design, fu lui stesso a disegnare il logo dei Queen.
“Non è un concerto che state vedendo, è una sfilata di moda”, queste le parole pronunciate da Freddie a proposito dell’estetica della band. Mercury lavorava presso una bancarella di vestiti al mercato di Kensington insieme alla sua ragazza storica Mary Austin, come rivela in un’intervista al Telegraph la “principessa del punk” Zandra Rhodes, stilista britannica che realizzò molti degli abiti dei Queen negli anni ’70. 

“Non siamo come gli altri. Se non altro, abbiamo più cose in comune con Liza Minnelli che con i Led Zeppelin”, dichiarò una volta Freddie. Il suo amore nei confronti dell’eccesso e della platealità hanno reso le sue performance uniche e i suoi outfit iconici: paillettes, maschere e costumi in pieno stile teatrale, come il batwing bostume disegnato della Rodhes nel 1974 o il silver sequin catsuit del 1977. “Siamo più nella tradizione dello showbiz che in quella del rock’n’roll”, dichiarò in un’intervista.


L’intento di Freddie e dei Queen era quello di scioccare e confondere, di giocare con gli stereotipi e ribaltarli in un turbinio di colori, forme, gesti e atteggiamenti che hanno segnato non solo un’epoca ma l’intera storia dello show-biz. Un vero e proprio calcio mainstream agli stereotipi di genere – tema centrale della moda contemporanea – i Queen lo sferrano con il video di “I Want To Break Free”
In minigonna di pelle nera, autoreggenti, tacchi, maglione smanicato rosa pallido e appariscenti orecchini di un rosa più acceso, Freddie vuole incarnare il ruolo della casalinga repressa che vuole liberarsi da una vita sempre uguale e legata a una visione retrograda della donna. Un gioco impertinente che funziona perfettamente anche grazie alla sua magnifica interpretazione. 
“I Want To Break Free” diventerà ben presto un manifesto della comunità LGBTQ+ e sarà di ispirazione per tutti quelli che non vogliono essere identificati in un genere preciso e che hanno il diritto incontestabile di esprimere se stessi ad esempio attraverso il cross-dressing, dichiarando apertamente e giustamente che il genere non ha nessuna importanza. 

Artisti del calibro di Kid Cudi, Young Thug e Lil Nas X oggi calcano la strada tracciata da Freddie durante la sua incredibile carriera, risultando estremamente contemporanei e facendosi portavoce di un cambiamento di percezione e di comportamenti ormai necessario. 

L’androginia e il glam che hanno caratterizzato gli anni ’70 lasciano spazio a un’estetica che strizza l’occhio al BDSM: Freddie si fa crescere i baffi, i jeans diventano un punto fermo del suo guardaroba così come le ampie maglie scollate e le canottiere che mettono in mostra il suo petto villoso, nonché le cinture e i bracciali borchiati. Una scelta che rispecchia lo stile associato al mondo gay degli anni ’80.

Emblematica anche in questo senso fu l’esibizione al Live Aid del 1985. Una delle performance più potenti, intense e memorabili di sempre, durante la quale Freddie indossa un paio di jeans chiari Wrangler, un paio di adidas Hercules e una canottiera bianca. 
Questa è senza alcun dubbio l’esibizione che rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo e che farà entrare Freddie Mercury nella leggenda. 

Una delle grandi doti di Freddie Mercury era di sicuro l’autoironia. Nel video di “The Great Pretender” vengono messi in mostra tutti gli outfit più iconici indossati dal frontman dei Queen durante le sue performance, come in una sorta di ironica rassegna. 

Un anticipatore, un precursore, un archetipo di stile. Freddie ha ridefinito il concetto di frontman e di musicista in generale, portando sul palco e nei video tutte le sfaccettature della sua potentissima personalità, espresse attraverso i vestiti che indossava. Oggi più che mai Freddie Mercury rappresenta l’epitome dell’artista coraggioso e trasgressivo che affermava se stesso senza paura e con la sfrontatezza che è solo dei più grandi. 

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Scritto da Andrea Tuzio

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