Spesso ci si interroga su quale debba essere il ruolo dell’arte. Per alcuni l’arte deve insegnare a distinguere il bello e il brutto, per altri deve dar voce a chi non ce l’ha, per altri ancora deve essere una testimonianza del proprio tempo. Questo porta a innalzare l’arte a qualcosa di non raggiungibile e non comprensibile da tutti. Poi – fortunatamente – c’è chi decide di dedicarsi all’arte, ma di non prendersi così sul serio. Greg Stones è uno di questi e a farlo capire è l’incipit della sua bio: “Let’s talk about what it means to be an artist. Actually, let’s not. You know why? Because talking about what it means to be an artist is SO BORING!” (“Parliamo di cosa significa essere un artista. Anzi no, non facciamolo. Sai perché? Perché parlare di cosa significa essere un artista è COSÌ NOIOSO!”)
Greg Stones ha deciso di trasformare gli animali nei protagonisti dei suoi lavori. Vediamo così tele, illustrazioni e stampe con piccoli pinguini, procioni, conigli, e bassotti che portano (più o meno) dei messaggi. La scelta di utilizzare degli animali deriva da fatto che secondo l’artista gli animali non giudicano, ma anche perché sono il mondo migliore di parlare di noi senza rappresentarci davvero.


Gli animali di Greg Sotnes abitano uno spazio sospeso, silenzioso, spesso leggermente assurdo, in cui replicano con precisione quasi imbarazzante le nostre stesse insicurezze, attese e micro-drammi quotidiani. Non fanno nulla di straordinario, non sono eroi né mascotte: stanno fermi, aspettano, osservano, sembrano colti in quel momento esatto in cui qualcosa dovrebbe succedere, ma non succede mai nulla. È qui che l’umorismo di Stones fa centro. Il suo stile pittorico, pulito e calibrato, viene costantemente sabotato dalle situazioni paradossali in cui inserisce i soggetti, creando un corto circuito tra forma e contenuto che rende ogni immagine immediatamente riconoscibile.


Il successo dei suoi lavori, e del suo profilo Instagram, non dipende solo dalla loro immediatezza visiva, ma dalla capacità di toccare qualcosa di profondamente universale con leggerezza. Guardando i suoi lavori vi ritroverete a sorridere e, subito dopo, a riflettere sul significato, ritrovando qualcosa di voi in un piccolo procione solo sulla neve con in mano un cartello con scritto “FUCK”.









