Martedì sono stato alla presentazione del libro Kartell, edizione Taschen: The culture of plastics. Non sto a raccontarvi di quanto fosse figa la situazione e soprattutto di quanto Ferrari ho bevuto, perché poi non mi invitano più.

Quello su cui voglio soffermarmi è il libro. L’ho sfogliato sia all’interno del museo Kartell (mi hanno detto che non lo aprono spesso e solo per grandi occasioni, ma un passaggio quando possibile ve lo consiglio) sia in maniera più approfondita a casa (me lo hanno regalato prima di andare via, uscirà l’1 marzo).
È un classico formato Taschen di grande “spessore”, di quelli che ti riempiono un vano della libreria IKEA da soli e sono comodissimi da trasportare nei traslochi.
Dentro trovi 400 pagine che raccontano lavvincente storia del brand Made in Italy che ha rivoluzionato il mondo del design con i suoi arredi in materiale plastico. Un excursus cronologico tra innovazione, creatività, colore e tecnologia, presentato attraverso le voci e le immagini dei protagonisti, dei designer e dei prodotti stessi.
Fare un libro su Kartell è molto più che concepire un libro di design spiega Claudio Luti, Presidente di Kartell – parlare di questo marchio vuol dire, infatti, parlare di una famiglia, di una città, e dellidea pionieristica che scoprì, grazie a un nuovo materiale, la Cultura della Plastica.
Una storia interessante e ricca di testimonianze celebri. Un vero e proprio “feticcio” da possedere assolutamente e non solo come sopra-mobile.











